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La bufala che non muore mai

Dilagano in questi giorni in Ticino gli avvisi sui portachiavi con microchip regalati da ladri rumeni. Tutto falso, come già tre anni fa

Evidentemente si tratta di una bufala che affascina. Già tre anni fa era stata completamente smontata, eppure torna regolarmente alla ribalta.

Come in questi giorni nel nostro Cantone.

Diversi lettori si sono visti recapitare, via mail o via sms, un avviso che recita così:

"Attenzione, in questi giorni vengono distribuiti dei portachiavi da agganciare all'interno della vostra auto; le persone ve li offrono gratuitamente presso i parcheggi o i distributori di carburante. Non accettateli... Essi contengono un microchip all'interno dei gadget. Questi delinquenti poi vi seguono fino a casa e vengono a conoscenza dei vostri movimenti per effettuare intrusioni e furti. Secondo la polizia si tratta di bande di rumeni. Divulgare, per la sicurezza, anche ai vostri parenti. Fallo girare."

Ovviamente credere all'avviso risulta assai difficile. Perché mai dei ladri dovrebbero regalare ai passanti dei sofisticati oggetti di ultimissima tecnologia, quindi costosi, col rischio che questi se ne disfino o ne facciano un uso diverso da quello da loro auspicato? E poi, come farebbero a controllare a distanza in contemporanea tutti i segnali provenienti da questi portachiavi?

Eppure c'è chi ci crede e, in allarme, continua a diffondere l'avviso su Facebook, via mail e via SMS.

Se doveste ricevere anche voi questo avviso, fate presente a chi ve l'ha inviato che la Polizia cantonale ticinese nega che si siano mai registrati casi di portachiavi con microchip nel nostro Cantone. Si tratta quindi dell'ennesima catena di Sant'Antonio senza fondatezza, se non quella della mente fantasiosa che l'ha partorita.

AS

 

 

Redazione | 27 gen 2015 14:40

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