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"I ticinesi con noi contro la politica del tassa e spendi"

I giovani liberali e i giovani UDC salutano con favore la conferma ufficiale sulla riuscita del referendum contro l'aumento dell'imposta di circolazione

I giovani liberali e i giovani UDC si rallegrano per la conferma ufficiale, giunta ieri, della Cancelleria dello Stato sulla riuscita del referendum contro l'aumento dell'imposta di circolazione che ha permesso di raccogliere 13'055 firme. Una cifra che i giovani interpretano come un sostegno da parte dei ticinesi nella loro lotta alle attuali politiche del Consiglio di Stato. 

"Siamo infatti sempre stati chiari sulla questione" specificano i presidenti delle due fazioni giovanili Fabio Käppeli (PLR) e Alain Bühler (UDC). "Il referendum è sì contro l’ennesimo aumento dell’imposta di circolazione, ma non solo, la nostra assoluta contrarietà, come quella dei cittadini firmatari, si estende a tutte la politiche “tassa e spendi” dell’attuale Governo. Un Governo che in questa legislatura ha dato grande prova d’incapacità nel gestire il continuo aumento della spesa pubblica, e che per finanziare nuovi progetti, invece di tagliare le uscite, preferisce fare ciò che gli riesce meglio: trovare nuove entrate".

Per quanto riguarda la data della chiamata alle urne, fissata per il prossimo 14 giugno, i giovani PLR e UDC si dicono profondamenti amareggiati. Questo perché "si vuole deliberatamente disattendere a quanto imposto dalla Legge sull’esercizio dei diritti politici, ossia, che la votazione sull’oggetto del referendum deve avvenire entro sessanta giorni dalla pubblicazione sul foglio ufficiale della sua riuscita (art.146), ma, soprattutto, si vuole trascurare il diritto di 13'055 cittadini ticinesi che vogliono poter dire la loro subito su un tema così importante".

La possibilità di organizzare la votazione cantonale il prossimo 8 marzo, sottolineano ancora i giovani PLR e UDC, ci sarebbe stata e il tempo pure. In ogni caso avrebbero ritenuto più corretto che fosse l'Esecutivo attuale, e non quello che si insedierà nell'aprile 2015, a difendere l'oggetto in votazione, dato che "è figlio delle attuali politiche che, vogliamo ben sperare, non verranno portate avanti dal prossimo Esecutivo che entrerà in carica".

Redazione | 23 gen 2015 12:30

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