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"Albertalli? Non è la prima volta"

Due ex commissari della Polizia cantonale parlano di quanto accaduto all'Oceano di Lugano e della nuova legge sulla prostituzione

"Albertalli aveva già dovuto contrastare un "gioco" del genere in passato. Si tratta di una lotta tra amministratori di questi stabili che fruttano guadagni milionari."

È il giudizio dell'ex commissario capo di Polizia Bruno Ongaro su quanto avvenuto questa settimana al Bar Oceano di Lugano-Pazzallo dove, ricordiamo, lo storico amministratore Ulisse Albertalli è stato defenestrato a sua insaputa, dall'oggi al domani.

Intervistato dal Giornale del Popolo, Ongaro si esprime anche sul tema della prostituzione negli appartamenti.

"Constato che negli ultimi 15 anni, da quando cioè la prostituzione nel nostro Cantone è aumentata, gravi episodi criminali negli appartamenti non ne sono mai avvenuti" dichiara l'ex commissario capo. "Anzi, questi ultimi sono capitati invece nei cosiddetti bordelli."

Ongaro sottolinea tuttavia che "dal punto di vista dell'azione di contrasto della Polizia nei confronti dell'insorgere di eventuali fenomeni di sfruttamento la prostituzione negli appartamenti, proprio perché più frammentata, può rivelarsi problematica."

In merito alla nuova legge sulla prostituzione, Ongaro dice di auspicare maggiore semplicità. "Più una legge è semplice e concisa e più si ha la possibilità di effettivamente applicarla, senza dare la possibilità di aggirarla da parte di persone che trovano sempre l'appiglio giusto" afferma. "In questo senso, e per rimanere nell'ambito della prostituzione, la legge sull'ordine pubblico ha sempre costituito un buon deterrente al fenomeno della prostituzione sulla strada, proprio perché presenta pochi articoli, risultando così efficace. So che di recente il Governo ha messo in consultazione una revisione di questa legge. Spero che non si cada nella tentazione di renderla troppo complicata e che le aggiunte siano unicamente volte a una migliore chiarezza sulle competenze di chi deve intervenire."

Il Giornale del Popolo ha chiesto un parere sul "caso Oceano" e sui cambiamenti nel mondo della prostituzione in generale anche ad un altro ex commissario della Polizia cantonale, Giorgio Galusero.

"A mio giudizio quanto avvenuto è dato dagli interessi milionari che ci sono in gioco" afferma Galusero. "All'Oceano ci sono 60 camere. Si capisce che cosa vuol dire in termini finanziari: alcuni milioni all'anno solo per questo postribolo. Ritengo che sia sempre soprattutto l'interesse finanziario a far nascere queste lotte."

Sulla nuova legge proposta dal consigliere di Stato Norman Gobbi, anche Galusero si dice scettico. "A mio giudizio 32 o 33 articoli sono veramente eccessivi: la legge è un libro per poter aprire un postribolo" afferma il deputato PLR. "Un vademecum, l'abc per insediare in Ticino tutta una serie di nuovi locali a luci rosse. E in più questa nuova legge non dice assolutamente nulla per contrastare il fenomeno della prostituzione."

"Il bagaglio legislativo esistente è già sufficiente" aggiunge Galusero. "Con tre correzioni importanti all'attuale legge: dare più potere alla Polizia di fare controlli, proibire la pubblicità degli annunci erotici e togliere l'effetto sospensivo che oggi viene immediatamente accordato dopo una decisione di chiusura intimata da un Municipio. Una sospensione che prolunga i tempi lasciando la possibilità a chi gestisce i postriboli di continuare a lucrare milioni di franchi in attesa delle decisioni definitive di chiusura."

 

 

 

Redazione | 10 ott 2014 06:45

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