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"Casa Rossa non merita di essere salvata"

Il Cantone risponde all'interrogazione di Franco Denti sulla salvaguardia della casa che fu di Hermann Hesse

Non c'è più speranza per la Casa Rossa, l'edificio di Montagnola già residenza del noto scrittore tedesco Hermann Hesse.

Ancora a inizio settembre un gruppo interpartitico, composto da Sergio Savoia, Francesco Maggi, Michela Delcò Petralli, Elena Bacchetta, Franco Denti, Franco Celio, Matteo Quadranti, Bruno Storni, Milena Garobbio e Giancarlo Seitz, aveva inoltrato una mozione per chiedere al Cantone di acquisire la casa ed il parco circostante, in modo da creare un "Parco letterario Hermann Hesse", unito all'attuale museo, da candidare a patrimonio dell'umanità dell'UNESCO.

Ma il Governo, rispondendo a una precedente interrogazione di Franco Denti, risalente al maggio 2012, fa chiaramente capire che la casa non verrà salvaguardata. Perché non ha più motivo di esserlo.

Il Consiglio di Stato, nella sua risposta al deputato PPD, ricorda che nel periodo trascorso alla Casa Rossa Hermann Hesse "si dedicò con passione alla coltivazione della terra, oltre a scrivere e dipingere".

Ma alla sua morte la proprietà fu venduta ed il nuovo proprietario "la rimaneggiò radicalmente, trasformando non solo la villa ma anche il giardino circostante: con questi interventi edifici, manufatti e territorio hanno perso completamente quello che era il loro rustico e riservato carattere originario, trasformandosi materialmente, secondo un gusto borghese tipico degli anni Settanta del XX secolo."

Il Consiglio di Stato, dopo aver sentito il parere dei servizi interessati, ha quindi ritenuto che non vi siano le premesse per l'adozione di misure di tutela nei confronti della Casa Rossa di Montagnola. "Dal profilo della legge" scrive il Governo, "la tutela richiede infatti che il bene da proteggere conservi ancora concreti aspetti e valori culturali tangibili ed evidenti. Ciò è dato per Villa Camuzzi ed il parco annesso - riconosciuti come beni culturali d'importanza cantonale - ma non per Casa Rossa e l'annesso parco."

Il Governo aggiunge che "ancorché la morfologia del sito si sia più o meno conservata, sono irremediabilmente cambiati, come già lo stesso Hermann Hesse aveva constatato, il villaggio, la cultura e i modi di vivere che lo avevano affascinato e che avevano discretamente accompagnato la nascita di tanti capolavori letterari: e con essi è cambiato il paesaggio di cui si chiede la protezione."

Non vi sono quindi le premesse per la salvaguardia dell'edificio di Montagnola. Il Governo ricorda comunque che l'attuale procedura edilizia per il progetto immobiliare che dovrebbe vedere la luce sul sedime della Casa Rossa non è ancora conclusa, visto che è ancora in corso l'evasione dei ricorsi pendenti contro la licenza rilasciata dal Comune di Collina d'Oro lo scorso 23 giugno.

Il Governo ribadisce altresì che la demolizione di Casa Rossa non rimette in discussione gli investimenti di promozione culturale e turistica legati al Museo Hesse.

"È tuttavia innegabile" sottolinea il Governo, "che il previsto progetto insediativo nella parte inferiore del Parco rappresenti un ulteriore passo nella trasformazione dei paesaggi cari ad Hesse, i quali hanno tuttavia già perso una parte del loro carattere originario."

Il Consiglio di Stato conclude dichiarando che "l'impatto diretto del progetto nel settore turistico non è stato oggetto di valutazioni specifiche."

Ma che, in ogni caso, al momento non vi sono progetti concreti, e soprattutto finanziariamente sostenibili, che possano giustificare la salvaguardia di Casa Rossa.

 

 

 

 

 

Redazione | 29 set 2014 10:39

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