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Chiasso torna all’Italia

Sulla base di una convenzione del 1512, buona parte del territorio comunale sarà restituita all’Italia. Colombo: “Ci saranno anche molti vantaggi"

Una straordinaria scoperta avvenuta nelle scorse settimane tra i documenti dell'Archivio storico della Diocesi di Como sta per sconvolgere gli equilibri tra Svizzera e Italia.

Un'equipe di esperti dell'Università di Bologna, su incarico del Ministero degli Esteri italiano, ha infatti setacciato per mesi gli archivi della diocesi, alla ricerca di un documento di cui molti storici italiani conoscevano l'esistenza, ma sul quale da secoli più nessuno aveva messo le mani.

E quel documento, una convenzione risalente al 1512, è finalmente tornato alla luce.

Ma cos'ha di così sensazionale quella convenzione?

Si tratta di un accordo siglato tra i Confederati e il Ducato di Milano, nel periodo in cui i primi si erano lanciati alla conquista di quella che oggi è Italia. Nel 1512, anno in cui fu sottoscritta la convenzione, la Confederazione svizzera era riuscita ad ottenere un prestigioso successo, cacciando il Duca di Milano Luigi XII e sostituendolo con Massimiliano Sforza, figlio di Ludovico il Moro, ciò che consenti de facto agli svizzeri di controllare anche il Ducato di Milano.

Nell'ambito di questo avvicendamento al trono, però, i Confederati dovettero trovare un compromesso con i popoli lombardi, che si sentivano sempre più minacciati dall'avanzata svizzera.

Venne quindi siglata la convenzione ritrovata negli scorsi giorni all'Archivio diocesano di Como. Una convenzione che stabiliva nel dettaglio i limiti territoriali delle due parti.

Una convenzione che, secondo vari esperti storici e giuridici, ha ancora piena validità.

Ebbene, secondo la dettagliata cartina geografica contenuta nella convenzione, gli attuali confini tra Svizzera e Italia sono tutti da rivedere. Ed è in particolare il Comune di Chiasso che farà maggiormente le spese di questa revisione.

"Sì, abbiamo appreso del clamoroso ritrovamento e ci stiamo già muovendo con i nostri legali per capire il da farsi" afferma il sindaco Moreno Colombo. "È ovvio che dovremo cedere gran parte del nostro territorio all'Italia, ma speriamo di poter mantenere almeno l'integrità dei singoli quartieri."

Alcune certezze, cartina geografica alla mano, già ci sono. Pedrinate e Seseglio dovranno passare allo Stato italiano, così come il quartiere Soldini. Ancora incerta la situazione dell'area della stazione, su cui vi sono due visioni contrapposte. "Alcuni storici ritengono vada restituita anche quella, ma noi abbiamo qualche dubbio" spiega ancora il sindaco, che personalmente si dice ancora più contento di aver deciso già in tempi non sospetti di trasferirsi a Vacallo, comune che resterà interamente rossocrociato e i cui cittadini, quindi, non dovranno rinunciare al passaporto svizzero.

"Nei prossimi giorni invieremo una missiva a tutti i fuochi per spiegare la procedura da seguire nel caso un cittadino dei quartieri interessati volesse mantenere la cittadinanza elvetica" spiega ancora il sindaco. "A tutti gli altri verranno invalidati i documenti e sostituti con quelli ufficiali forniti dalla loro nuova patria, l'Italia."

"Voglio comunque precisare che tutti coloro che saranno costretti a rinunciare alla cittadinanza elvetica verranno indennizzati con 50'000 franchi" rassicura Colombo. "I soldi sono già arrivati nelle casse del Comune, grazie a un blocco dei ristorni delle imposte alla fonte."

Per Chiasso, e più in generale per il Ticino, si tratta comunque di un bel fulmine a ciel sereno. Ma Colombo vede anche aspetti positivi nel ripristino dei confini originali. "Il Centro Ovale, passando su suolo italiano, potrà aprire 24 ore al giorno e sette giorni su sette. I richiedenti l’asilo non si fermeranno più a Chiasso, ma dovranno presentare richiesta a Balerna. E le migliaia di frontalieri che quotidianamente vengono a lavorare sul nostro territorio comunale non saranno più frontalieri. Anche per quanto riguarda le imposte, stimiamo che l'operazione possa rivelarsi benefica per i cittadini di Chiasso."

Per concludere la tempistica. Già settimana prossima, in contemporanea con l'invio delle missive ai cittadini, verrà organizzata una conferenza pubblica, durante la quale saranno divulgati tutti i dettagli dell'operazione. Che, su pressione del primo ministro italiano Matteo Renzi e del presidente svizzero Didier Burkhalter, entrambi desiderosi di ripristinare la legalità al più presto, potrebbe concludersi già entro la fine di questo 2014.

Redazione | 1 apr 2014 09:23

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