Accedi13/24°

"Inaccettabile prendersela con la mia famiglia"

Una lettera anonima al ministro leghista Norman Gobbi: "Te la faremo pagare". La polizia segue due piste

"Se entro fine anno non cambia la linea editoriale del Mattino della domenica te la faremo pagare". E' questo - come anticipa il Corriere del Ticino - il tenore della lettera minatoria giunta giovedì al direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi.

Lo scritto è anonimo e contiene diversi errori. Ma malgrado ciò è stato preso sul serio. La polizia sta facendo delle verifiche. E presso la casa di Norman Gobbi nel Sopraceneri è stato predisposto un dispositivo di sicurezza. Inoltre è in fase di allestimento una denuncia al Ministero pubblico contro ignoti per i reati di minaccia a pubblico ufficiale e tentata coazione. Al Dipartimento delle istituzioni non si lascia insomma nulla al caso.

Ipotesi Falò

La prima pista che stanno seguendo gli inquirenti è quella di uno squilibrato che avrebbe scritto la lettera, tra l'altro piena di errori, che avrebbe quale obiettivo finale - sull'onda della trasmissione Falò dedicata al Mattino della Domenica - di far cambiare i toni del domenicale leghista. La seconda pista è quella degli ultras.
 
La pista ultras

Prima i cartelloni contro il tifo violento pasticciati con scritte ingiuriose e la foto di Gobbi al posto dell'uomo incappucciato. Poi i volantini distribuiti alla Valascia, nel corso dell'ultima partita dell'Ambrì, che attaccavano Gobbi e la nuova legge contro il tifo violento. E ora questa lettera, che potrebbe anche essere il terzo capitolo degli attacchi del mondo ultras ticinese contro il direttore del Dipartimento delle istituzioni che vuole varare una legge più repressiva.

Gobbi: "Inaccettabile prendersela con la mia famiglia"

"Prendersela con me - ci dice Gobbi - va bene. Ma questa volta riguarda la mia famiglia. E ciò è inaccettabile. Non è la prima volta che succede. Ce l’hanno in particolare con quello che scrive il Mattino della Domenica. Ma io non sono il Mattino. E non lo sono nemmeno i miei famigliari”.

I precedenti di Boris e Giuliano Bignasca

Non è la prima volta che un esponente leghista viene minacciato o aggredito. Quest'estate - ricordiamo - il direttore del Mattinonline Boris Bignasca era stato picchiato da tre giovani in città vecchia a Locarno durante il Festival del film (per saperne di più clicca qui). E nel settembre del 2010 a Riva San Vitale (per saperne di più clicca qui) era stata conficcata nel terreno una finta tomba recante scritte offensive contro Giuliano Bignasca e il suo movimento. "Se necessario, per difenderci, ci armeremo", aveva commentato Giuliano Bignasca.

red
joe | 19 ott 2012 18:40

Articoli suggeriti
Vandalismi contro la Lega a Lugano e Riva San Vitale. Giuliano Bignasca accusato di razzismo con una scritta su una croce di legno
La Lega, in un comunicato, parla di "vigliacche minacce ricevute dai soliti ignoti" e "rivolte anche ai familiari"
'Possiamo ringraziare - scrive Lorenzo Quadri - il partito dell’odio formato dalla sinistra in senso ampio e da certi media'