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Gravesano: falsificata la firma del sindaco

La sua firma, quella della moglie e del figlio apposte sui formulari di raccolta firme per il referendum contro gli accordi fiscali

Raccogliere le firme per un referendum è un esercizio impegnativo. Ma questo non giustifica falsificarle per poter raggiungere il numero necessario. È successo a Gravesano.

Le firme falsificate non erano di persone qualunque. Si tratta di quelle del sindaco Fabio Sacchi così come del figlio e della moglie di quest’ultimo. Lo riferisce il Corriere del Ticino.

Il referendum in questione è quello sugli accordi fiscali. Un referendum con il quale si chiedeva di sottoporre a votazione popolare gli accordi fiscali con Germania, Austria, Gran Bretagna. La raccolta firme, come si ricorderà, non ha avuto buon esito non riuscendo a raggiungere le cinquantamila firme necessarie.

Quella di falsificare le firme è una cosa che potrebbe succedere, ma pensare di farla franca apponendo quelle di personaggi ben noti nel Comune, denota perlomeno un pizzico di ingenuità. La firma del sindaco è ben conosciuta e il segretario comunale si è accorto che qualche cosa non andava. Infatti l’iter prevede che il nome iscritto corrisponda a quello di coloro che hanno diritto di voto nel comune. Accanto viene posta una firma autografa. Facile quindi accorgersi della malefatta.

Il sindaco è stato chiamato per verificare se fosse stato lui o meno ad apporre il suo nome. E il sindaco ha confermato di non aver mai firmato il formulario del referendum. Uguale procedimento per la moglie e il figlio e medesima risposta: nessuno dei due aveva mai firmato il formulario. Come accade in questi casi è stata sporta denuncia contro ignoti al Ministero pubblico.
joe | 10 ott 2012 10:50