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Svelato lo stadio del Bellinzona

E' un impianto moderno da cento milioni e 12 mila posti. Avrà anche albergo, ristoranti, sala congressi e tetto mobile

Uno stadio da cento milioni e 12 mila posti svelato al pubblico. Daiticino, l’avveniristico impianto del Bellinzona che il patron dell'ACB Gabriele Giulini vuol costruire a Castione, è un gioiello. Certo, la strada è ancora irta di ostacoli. Non sono i soldi il problema (sarà un investimento totalmente privato, senza nessun contributo a carico della comunità), ma l’accettazione politica del progetto. L’appoggio del Municipio e del Consiglio Comunale è praticamente garantito, e giovedì sera Giulini ha incassato anche l’entusiasmo dei trecento che hanno affollato la sala del centro civico di Arbedo per la presentazione. Gli architetti Arnaboldi e Rossi hanno proiettato le immagini dello stadio, proiettando tutti quanti nel futuro. Ma resteranno molti nodi da sciogliere, primo fra tutti quello con il quale AMICA vorrebbe imbavagliare l’impresa.

L’AMICA è un associazione che intende difendere il territorio del comune bellinzonese, in particolare quella zona ora semi-degradata che è la zona industriale a ovest della ferrovia, proprio dove dovrebbe sorgere lo stadio. Il terreno è in una specie di stato post-industriale zeppo di detriti e senza una destinazione. Ebbene: lo stadio Daiticino, per quanto osservato ieri sera, è una meraviglia che trascinerà tutta quella periferia desertificata in un’area di “Sport, Cultura e Tempo libero”, come recita lo slogan che accompagna lo stadio. La zona golenale verrebbe rigenerata, così come la situazione viaria. 

Anche giovedì, con le immagini del progetto che scorrevano gigantesche, Giulini ha ribadito i contenuti dell’opera: mediateca e biblioteca, piscina e centro di riabilitazione, palestra, albergo, ristoranti (due) bar e sale congressi, tetto mobile, possibilità di manifestazioni sportive che vanno oltre il calcio, sala concerti. Un villaggio, insomma, costruito con un concetto urbanistico moderno, valorizzato dall’accessibilità data dalla stazione TILO a pochi metri (e dall’Alptransit che verrà), completamente autonomo e ecologico a livello energetico. Alla fine dell’intervento del presidente granata sono scrosciati applausi fragorosi.
joe | 5 ott 2012 11:33

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