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Frontalieri: il Governo è d'accordo con Gobbi?

Gobbi ha chiesto la sospensione dell'accordo sulla libera circolazione. Kandemir e Lurati al Governo: 'Siete d'accordo?'

L'idea del Direttore del Dipartimento delle Istituzioni Norman Gobbi di chiedere a Berna la sospensione dell'accordo sulla libera circolazione delle persone tra Svizzera e UE ha suscitato le prime reazioni.

I deputati Pelin Kandemir Bordoli e Saverio Lurati del PS ticinese hanno inoltrato un'interrogazione al Governo a tal proposito. Nella stessa si legge che: "Il consigliere di Stato Norman Gobbi, direttore del dipartimento delle Istituzioni, ha proposto sul Mattino della Domenica del 30 settembre 2012 di sospendere l’applicazione per il Ticino dell’accordo sulla libera circolazione delle persone tra Svizzera e UE, relativamente ai frontalieri.

La discussione in merito al mercato del lavoro ticinese e sul frontalierato da tempo è presente ed accesa nel nostro Cantone dove sono spuntate diverse proposte (anche a livello nazionale) per cercare di affrontare seriamente la questione e per richiedere alla Confederazione di attivarsi con una serie di misure interne, ad esempio quelle volte a combattere il dumping salariale, misure che possano dare una risposta seria e credibile alle preoccupazioni del Cantone Ticino".
 
Quanto scritto da Gobbi su "Il Mattino della domenica" di ieri è concordato con il Consiglio di Stato? Questa la prima domanda che i socialisti pongono al Governo.

Oltre a ciò, citiamo, si chiede all'Esecutivo: "se intende introdurre regole, e del caso quali, per le assunzioni negli enti pubblici e parapubblici, così come per le imprese che intendono partecipare ai concorsi d’appalto. Di conseguenza quali misure intende adottare per il settore dei servizi in Ticino dove la mancanza di contratti collettivi sembra favorire particolarmente il dumping salariale a scapito di tutte le lavoratrici e lavoratori?".

La terza questione è relativa alle conseguenze che la soluzione di sospendere gli accordi bilaterali porterebbero: "quali potrebbero essere le conseguenze per il Ticino di una sospensione degli accordi di collaborazione, in particolare in settori che dipendono fortemente dal personale frontaliero come quelli di carattere sociosanitario?".

Di principio il partito socialista non si oppone affinché vengano trovate delle soluzioni, ma precisa che: "si chiede inoltre al Consiglio di Stato se non sia più corretto e realistico lo svolgimento di un’analisi completa con un rapporto sugli effetti positivi/negativi degli Accordi bilaterali sulla nostra economia, in particolare per quanto attiene al ruolo del frontalierato, e nel caso in cui il saldo di questo bilancio fosse negativo, di chiedere alla Confederazione adeguate misure di compensazione a favore del Cantone Ticino".
joe | 1 ott 2012 15:53

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