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Licenziamenti: socialisti contro il sindaco Grosa

I socialisti di Bissone non ci stanno con la decisione dei licenziamenti. Attesa la decisione del Consiglio di Stato

Dopo la notizia shock del licenziamento cautelativo di tutti i funzionari comunali. Oggi a Bissone le prime prese di posizione non sono di certo tardate ad arrivare. La sezione del gruppo socialista è sul piede di guerra. In una nota stampa la sezione torna all’attacco del sindaco Grosa e degli altri due municipali di “Nuova Bissone”. “Il vicesindaco Marazzi-Fontana” e “il sindaco LudwigGrosa” citiamo, danno versioni contrastanti alla stampa. Marazzi-Fontana sostiene che il concorso di funzionario comunale si farà a settembre, mentre Grosa su alcuni giornali afferma che forse neanche si farà. Lasciando nell’incertezza tutti i dipendenti, continuano i socialisti. La maggioranza municipale composta dal Movimento Nuova Bissone del sindaco Grosa, si contraddistingue nuovamente per la sua superficialità nel trattare dossier importanti e delicati concludono.

Che tra il gruppo socialista e il partito di Grosa non scorresse buon sangue si era già capito alcuni mesi or sono. Lo scorso giugno i consiglieri comunali PS avevano inviato un’istanza di vigilanza al Consiglio di Stato, dove si chiedeva espressamente un commissariamento del Municipio. Oggi veniamo a conoscenza di altri retroscena presenti nell’istanza. Come, citiamo, l’amministrazione pressappochista del Lido, dove viene ripresa l’ipotesi del Municipale del PPD Marco Taminelli di ammanchi di decine di migliaia di franchi nelle casse, un’accusa molto grave. O la nuova assunzione del segretario comunale, che citiamo dall’istanza, non avrebbe avuto tutti i requisiti richiesti. E il licenziamento in tronco del tecnico comunale, con disdetta irregolare.

Il vicesindaco Daniela Marazzi-Fontana da noi contattata risponde alle accuse dei socialisti “sono solo insinuazioni, affermazioni non veritiere” e continua “reagiscono in questo modo perché non hanno più potere decisionale, non sono più in alcuna commissione, hanno il dente avvelenato” e conclude “noi cerchiamo di fare costruzione e non distruzione”. Intanto il funzionario comunale che ha fatto ricorso sui licenziamenti cautelativi, ha deciso di non rilasciare interviste. Ora spetterà al Consiglio di Stato pronunciarsi su tutta la vicenda. Il Governo dovrà accertare se e quando il Municipio di Bissone abbia violato la legge e se prendere eventuali provvedimenti.

Christian Fini
minols | 14 ago 2012 22:18

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