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È morto Giorgio Salvadé

Il medico luganese, già Municipale e Gran Consigliere della Lega dei Ticinesi, aveva 63 anni

Una triste notizia per il mondo politico ticinese. Dopo mesi di lotta contro il male che l'aveva colpito, è deceduto oggi il dottor Giorgio Salvadé. Aveva 63 anni.

Salvadé è stato  Municipale per la Lega dei Ticinesi, oltre che un medico apprezzato ed un cattolico impegnato. Fu una delle figure di spicco della prima generazione della Lega dei Ticinesi, per la quale conquistò già nel 1992 il primo seggio in Municipio a Lugano, occupando il discastero Istruzione e Cultura.

Tra le sue iniziative politiche più famose si ricorda come nel 1993 fu il primo a portare il progetto di due facoltà universitarie a Lugano, Economia e Scienze della comunicazione, da affiancare all'esistente Accademia di architettura di Mendrisio.

Era anche stato eletto in Gran Consiglio nel 1999, carica che occupava ancora oggi. I funerali si terranno martedì 14 agosto alle 15:30 alla Chiesa di Santa Lucia a Massagno.

Il cordoglio su Facebook

Sergio Morisoli: "Con molta tristezza ho appreso in montagna della morte di un carissimo amico di lunga data politica: Giorgio Salvade'. Un politico vero, lontano anni luce dalle ideologie (non gliene fregava davvero niente) teso continuamente a dare risposte concrete ai bisogni, alle paure, allo smarrimento dell'uomo contemporaneo. In politica aveva un'opzione cristiana e marcata per i più piccoli, i più deboli, gli emarginati, i disgraziati; era allergico ai sistemi perfetti del costruttivismo politico che ambiscono a sostituire la bontà e gli errori delle persone vive con la "neutralità asettica e anonima della burocrazia". Scelse la Lega perché gli permetteva di essere al 100% se' stesso e quindi totalmente genuino e generoso nel darsi interamente agli altri; perché come diceva lui, la Lega gli permetteva di vivere quotidianamente quello che il suo grande amico don Giussani scriveva: " Man mano che maturiamo, siamo a noi stessi spettacolo e, Dio lo voglia, anche agli altri. Spettacolo, cioè, di limite e di tradimento e perciò di umiliazione, e nello stesso tempo di sicurezza inesauribile nella grazia che ci viene donata e rinnovata ogni mattino. Da qui viene quella baldanza ingenua che ci caratterizza, per la quale ogni giorno della nostra vita è concepito come un’offerta a Dio, perché la Chiesa esista dentro i nostri corpi e le nostre anime, attraverso la materialità della nostra esistenza». Di fronte alla morte non ci sono mai parole adatte per contrastarla, nel cuore ho solo una speranza certa: quella che un giorno ci ritroveremo tutti di nuovo lassù: più vivi che mai! Ciao Sergio".

Paolo Beltraminelli: "Hai fatto molto per Lugano e per il Cantone. Abbiamo lavorato bene insieme nel comitato della CORSI. In Gran Consiglio mancherà la tua voce autorevole e ascoltata . Ti ricorderò con stima e simpatia. Ciao Giorgio".

Sergio Savoia: "Un pensiero per Giorgio Salvadè, collega scomparso di cui ho imparato ad apprezzare la serietà e la passione, al di là delle differenze di opinione. Un pensiero anche alla famiglia e ai suoi cari, così duramente colpiti da questo lutto".
joe | 13 ago 2012 14:01

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