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Brione Verzasca: microcentrale fuorilegge

A dirlo è il Tribunale Amministrativo. Le associazioni ambientali avevano giudicato il progetto come uno tra i peggiori in Svizzera

La Microcentrale di Brione Verzasca è fuorilegge. A dirlo è il Tribunale Amministrativo, che nella seduta del 23 luglio ha accolto il ricorso dell’aprile 2011 di WWF, Pro Natura, Fondazione Svizzera per la protezione del paesaggio e della Federazione ticinese e svizzera per la pesca, contro la costruzione della Microcentrale che doveva vedere la luce proprio qui a Brione in località Gannone.

Ricordiamo che le associazioni ambientali giudicavano il progetto come uno tra i peggiori in Svizzera, a causa dell’eccessivo sfruttamento sia del territorio che del fiume.

Il tribunale ha de facto annullato la concessione rilasciata dal Gran Consiglio il 14 marzo 2011, tornando a ribadire quanto sostenuto dalle associazioni, ovvero che la centrale avrebbe compromesso il paesaggio, sfruttando una quantità ingente di acqua del fiume Verzasca.

Il TRAM ha inoltre sottolineato che la bassa produttività dell’impianto di Gannone – circa il 2 per mille di tutto il fabbisogno cantonale – non può scardinare la protezione di un paesaggio d’importanza nazionale.

Grande soddisfazione tra le associazioni ambientali. “Finalmente ci è stata data ragione” sottolinea il presidente della federazione ticinese per l’acquicoltura e la pesca Urs Luechinger “l’impianto era contro natura, e il tribunale l’ha capito”.

Intanto il Dipartimento del Territorio ha preso atto della decisione del tribunale. “La sentenza fa stato” sottolinea Moreno Celio direttore della divisione ambiente “questo non vuol dire che non si potranno più costruire centrali in Ticino” aggiunge, “nei progetti futuri bisognerà avere un occhio di riguardo alla protezione del paesaggio”.

Adele | 30 lug 2012 17:11

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