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Ristorni: oggi il pagamento a Roma

Non dovrebbero esserci sorprese. Sono 60 i milioni di franchi che oggi dovrebbero prendere la strada di Roma

I ristorni ai comuni italiani del 38,8% delle imposte pagate dai frontalieri in Ticino nel 2011 sono pronti per essere pagati. Secondo quanto riporta il CdT, l’ordine di bonifico di 60 milioni di franchi dovrebbe partire verso Roma nella giornata di oggi. Da parte di alcuni esponenti leghisti, Lorenzo Quadri e Giuliano Bignasca, si chiedeva invece un nuovo blocco, ma questa volta per la totalità dell'importo.
 
Lo scorso anno furono “congelati” il 50% di questi ristorni, poi sbloccati nel mese di maggio come gesto di buona volontà (clicca qui per saperne di più) vista l’intenzione dell’Italia di sedersi al tavolo delle trattative con la Svizzera per discutere di accordi fiscali e di black-list.

Per quest’anno dunque sembra non ci siano problemi di sorta nel pagamento del dovuto, in base ad un accordo internazionale del 1974. I cinque consiglieri di Stato dovrebbero essere unanimamente d’accordo. Lo scorso anno furono tre i ministri ad opporsi al pagamento totale dei ristorni, ossia Marco Borradori, Norman Gobbi, entrambi della Lega dei Ticinesi, e Paolo Beltraminelli del PPD.

Mario Monti, dal canto suo, aveva dichiarato in occasione di una sua intervista di qualche settimana fa alla trasmissione “Piazza Pulita”, in onda su La7, che le trattative con la Svizzera si erano arenate anche perché i ristorni non erano stati versati. Insomma, il gatto che si morde la coda. Trattenere i ristorni finché l’Italia non negozia. L’Italia non negozia finché sono trattenuti i ristorni.

Bisogna dire che oltre a questo l'Italia aspettava anche il benestare dell'UE sugli accordi firmati dalla Svizzera con Gran Bretagna e Germania. Una volta arrivato anche il via libera di Bruxelles, l'Italia si era dichiarata disposta ad iniziare le trattative. Un primo incontro tra il Presidente del Consiglio e la Presidente della Confederazione Eveline Widmer-Schlumpf è già avvenuto lo scorso 12 giugno (clicca qui saperne di più).

Questa volta invece, anche sulla scorta degli impegni che Svizzera e Italia hanno preso reciprocamente di trovarsi a discutere i vari temi in questione, il tutto dovrebbe andare liscio. Rimane sempre apero il problema dell’aliquota. Attualmente è del 38,8%, mentre il Ticino punta ad un 12,5%.

MM
joe | 27 giu 2012 11:00

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