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Morisoli: 'Cucinerò le costine a Cattaneo e Pini'

Continua il nostro viaggio alla scoperta dei tre candidati alla presidenza del PLR. Intervista a Michele Morisoli

La Commissione cerca del PLRT incaricata di individuare i candidati alla presidenza del partito ha reso noto settimana scorsa di aver escluso dalla corsa l'attuale vicepresidente Gabriele Gendotti e la municipale luganese Giovanna Masoni Brenni (per saperne di più clicca qui) Restano in lizza tre candidati: Rocco Cattaneo, il giovane Nicola Pini (leggi l'intervista cliccando qui) e Michele Morisoli. Conosciamolo meglio.

Che liberale è Michele Morisoli?
"Un liberale di centro. E penso di averlo dimostrato, fra l’altro, anche in otto anni di Gran Consiglio".

Cioé?
“Sono un moderato. Come ho detto in passato: liberale-radicale, senza se e senza ma. Con le mie sensibilità, che si possono specificare a dipendenza dei temi in discussione. Ma con dei principi ben precisi: la moderazione, l’equilibrio, la ricerca del dialogo e la mediazione; ma anche con decisone, fermezza e cercando di evitare delle impasse”.

Cosa la qualifica per fare il presidente del PLR?
“Non parlo volentieri di me. E non comincerò certo a farlo adesso. I miei amici conoscono i miei pregi e i miei difetti e chi non mi conosce avrà modo di farlo nei prossimi mesi. Quello che conta è il PLR. Questo partito ha bisogno di un presidente, ma soprattutto di una squadra dirigente. Nel vero senso della parola. Un team che dibatte al proprio interno e poi si muove in modo compatto. Che torna ad essere propositivo, ad affrontare i temi e a proporre soluzioni. Se questo partito tornerà ad occuparsi dei temi lasciando da parte conflitti, personalismi ed ambizioni personali potrà ricominciare ad essere protagonista, come lo è stato a lungo in passato”.

Questa la formula. E i contenuti?
“Nel PLR che ho in mente il presidente non impone le sue idee. Ripeto: ci vuole un gioco di squadra. Le idee vengono poi proposte. Discusse. E se condivise vengono accettate”.

In concreto, di cosa ha bisogno il PLR per tornare a crescere?
“Ci vuole una riorganizzazione del partito. Intanto ci vuole uno snellimento delle strutture. Poi c’è la necessità di una maggiore vicinanza alla base. C’è tanto da fare anche nella comunicazione: da qualche anno abbiamo visto il boom dei social network, che oggi sono parte della nostra realtà quotidiana. E un partito che vuole avvicinarsi alla base deve sfruttare questi strumenti. “Opinione Liberale”, mi chiedo, ha ancora senza che esista sotto questa forma? Non credo. Dobbiamo rendere la nostra comunicazione più efficace”.

E degli altri due candidati alla presidenza cosa mi dice?
“La sera che siamo stati indicati quali candidati ho detto che la prima cosa che avrei fatto sarebbe stata quella di proporre agli altri due candidati un incontro per vedere se c’è feeling. Detto, fatto! E accettato. Trascorreremo dunque una serata assieme per valutare se ci sono le premesse di un’unità di intenti per rilanciare assieme il partito. Tutti e tre abbiamo dato la nostra disponibilità e sono fiducioso: troveremo dei punti in comune. Il partito può essere rilanciato. La ricetta è questa: ci vuole una squadra nuova, dinamica e vicina alle realtà locali”.

Quando vi troverete?
"Nelle prossime due settimane".

Dove?
"A cena. A casa mia a Monte Carasso".

Chi cucinerà?
"Sono una frana come cuoco, ma riesco a non far carbonizzare le costine..."

Se lei non sarà scelto quale nuovo presidente del PLR potrebbe dunque accettare un altro ruolo, all’interno della nuova squadra dirigente?
“Credo che la corsa al
joe | 6 set 2012 23:15

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