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Giudici: 'Basta domande sciocche'

Il sindaco di Lugano spiega perché il Muncipio ha deciso di non rispondere a tutte le interrogazioni

Il Muncipio di Lugano ha deciso di non rispondere a tutte le domande che verranno inoltrate dai consiglieri comunali. Il motivo risiede nel fatto che spesso questi interventi possono trovare risposta “attraverso un semplice contatto con il Capodicastero coinvolto o con il municipale del gruppo politico di appartenenza” dice il Municipio. Una prassi che non caricherebbe la macchina amministrativa del Comune.

L’ultimo caso, come riporta il CdT, è quello di Melitta Jalkanen Keller, dei Verdi, la quale aveva interrogato il Muncipio in merito alla provenienza dei cibi per il rinfresco offerto a Michele Foletti, eletto Presidente del Gran Consiglio, chiedendo se fossero di provenienza locale o meno. 

Oppure sui posteggi del Palacongressi, chiedendosi se non si possano usare i mezzi pubblici. Un’altra interrogazione chiedeva come mai negli uffici pubblici si usi acqua minerale in bottiglia anziché acqua del rubinetto.

Il Sindaco Giorgio Giudici ha dichiarato che: “siamo arrivati al limite della decenza con le interrogazioni. Questa città ha cose molto più importanti da fare. Oggigiorno c’è un protagonismo pazzesco da parte di certe persone”.

“Non possiamo continuare a rispondere a domande sciocche. La politica è un’altra cosa, è quella delle domande serie” ha continuato Giudici.

Per Melitta Jalkanen la risposta ricevuta dal Municipio è un “segnale di debolezza”. Per la consigliera comunale Verde “In realtà sono in imbarazzo perché le nostre domande riguardano comunque la collettività, ad esempio riguardo la mobilità. Mi chiedo a chi dovrei fare una telefonata per avere risposte che in realtà riguardano la politica della Città”.

Cosa ne pensa la Presidente del Consiglio Comunale, Maddalena Ermotti-Lepori? "In effetti ci sono consiglieri che fanno interrogazioni magari per avere visibilità sui media. Se il tema è serio va bene, ma altrimenti non ha senso. Questo implica un lavoro non indifferente per il Municipio. D'altro canto bisogna difendere fermamente il diritto di porre le domande. La soluzione potrebbe essere quella di introdurre la possibilità di fare delle "raccomandazioni", stile quello che si faceva a Berna".

Cosa è una "raccomandazione"? È un invito che viene rivolto all'Esecutivo da parte di un parlamentare o consigliere comunale a chinarsi su un determinato problema, ma che non vincola ad una risposta.


MM
joe | 22 giu 2012 12:25