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Polveri ultrafini: scatta l'allarme

L'Associazione traffico e ambiente e Medici per ambiente chiedono misure. "Preoccupazione" per l'aria di Lugano e Chiasso

Come se già non bastassero le polveri fini o sottili (PM10), ci sono anche le "polveri ultrafini" a minacciare la qualità dell'aria, e per giunta sono ancor più pericolose per la salute: è l'allarme lanciato oggi dall'Associazione traffico e ambiente (ATA) e da Medici per l'ambiente (MpA), che per la prima volta in Svizzera ne hanno misurato la concentrazione in otto città, tra cui Lugano e Chiasso.

I risultati mostrano "nel complesso valori preoccupanti", scrivono le due associazioni in una nota, chiedendo dunque alla Confederazione l'adozione di "misure efficaci", in particolare per diminuire ulteriormente le emissioni di particolato dai veicoli diesel. Berna è inoltre esortata ad "attivarsi con l'UE" per ridurre le emissioni di polveri ultrafini liberate dai veicoli a benzina con iniezione diretta. Inoltre - sostengono - vanno adottati valori limite vincolanti da inserire nell'Ordinanza contro l'inquinamento atmosferico.

In aree urbane, le persone respirano un'aria carica di numerose piccole particelle, rammentano ATA e MpA nella nota. Si tratta del cosiddetto particolato o PM10 - particelle con diametro inferiore ai 10 micrometri (millesimi di millimetro), del cui pericolo "la Confederazione è consapevole e sensibilizza da anni". In tutto il paese, infatti, le stazioni di misurazione della rete NABEL rilevano le concentrazioni di PM10.

Nell'aria sono però presenti anche particelle più piccole. Vi sono le PM2,5 (alcune stazioni NABEL ne misurano la concentrazione da inizio 2011), le PM1 e - ancor più minuscole - le polveri ultrafini, o ultrasottili, minori di 0,1 micrometro.
joe | 14 giu 2012 17:16

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