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Mafia e riciclaggio, ticinesi coinvolti

Il Ministero pubblico della Confederazione sta indagando su false fatturazioni per 24 milioni di franchi

Una truffa di 20 milioni di euro con probabili implicazioni della malavita organizzata italiana e ramificazioni in Ticino. Il tutto nel campo della telefonia, in particolare false fatturazioni. Questo, secondo quanto riporta il Corriere del Ticino, quello che si trovano sul tavolo di lavoro gli inquirenti del Ministero pubblico della Confederazione.

A quanto pare sono diversi i fiduciari operanti in Ticino che sono interrogati in questi giorni, così molte sono le perquisizioni e la documentazione sequestrata. Il sospetto è quello di infiltrazioni mafiose per quel che concerne il riciclaggio di denaro.
In Italia sono stati tre gli arrestati. Sono italiani residenti in Ticino. In tutto sono una decina le persone coinvolte, tra di loro alcuni operatori finanziari della piazza luganese.

Come detto al centro ci sarebbe il trading di traffico telefonico e, stando a quanto dichiarato dalla procura federale, sono implicati anche cittadini svizzeri del settore fiduciario. Le indagini proseguono e solo prossimamente si potranno avere maggiori dettagli.
minols | 30 mag 2012 10:35

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