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Domeniche: ottimismo

Il Governo ha incontrato Tarchini: soluzione in vista per le aperture domenicali. Il centro Ovale: Arnoldo Coduri direttore

Aperture domenicali: continua la luna di miele tra consiglio di stato e parti coinvolte. Dopo l’incontro di ieri con i sindacati, oggi è toccato a Silvio Tarchini recarsi a palazzo delle orsoline. E anche il patron del Fox Town è d’accordo: occorre codificare l’eccezionalità, vale a dire stabilire criteri e paletti secondo i quali un negozio può aprire, o meno durante i festivi. Il tempo in ogni modo stringe. Perché dopo le polemiche scatenate dalla decisione del DFE di concedere la deroga al centro Ovale di Chiasso, lo ricordiamo, di mezzo è finito anche il centro di Mendrisio, che dal 1997 apre regolarmente tutte le domeniche. E Tarchini era stato chiaro: se questa concessione venisse negata il Fox Town farebbe le valigie per trasferirsi oltreconfine. Una possibilità che è nell’interesse di tutti scongiurare. Soprattutto visti i numeri della Volpe: 250-300 milioni di cifra d’affari annua, 1000 persone impiegate di cui oltre 200 ticinesi, senza contare il forte richiamo per turistico.

Le strade percorribili dal Consiglio di Stato rimangono due. Intervenire nell'ambito della nuova legge sugli orari d'apertura dei negozi oppure a livello di regolamento valutando se anticiparlo alla legge o se attenderne la messa in vigore.

Non bisogna dimenticare che comunque, anche con una modifica della legge cantonale sull’apertura dei negozi, impiegare personale la domenica rimane illegale. Lo vietata la legge federale. Ma fare leva su Berna sembra una possibilità sempre meno concreta. Soprattutto anche alla luce delle perplessità espresse la scorsa settimana dalla deputazione ticinese alle camere federali.

Il centro Ovale nel frattempo è impegnato in cambi ai vertici. Se ieri Battista Ponti lasciava l’incarico di presidente del Consiglio d’amministrazione , è notizia di oggi, l’ex direttore della divisione economia del DFE Arnoldo Coduri, ne è diventato il direttore. E nonostante il cielo sereno di questi giorni, la questione rimane quanto mai aperta. Perché il terreno sul quale ci si muove è delicato. Si dice che alla fine da una codifica delle eccezionalità il centro di Chiasso rimarrà penalizzato. Perché estendere le aperture ad altri significherebbe gioco forza una nuova rottura con i sindacati.

claudia.rossi@teleticino.ch
joe | 23 mag 2012 17:37

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