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"Questo è solo il primo round"

Ghiringhelli, con Giudici e Gianoni, ha consegnato a Bellinzona le 11'500 le firme per la creazione dei due poli del Sopraceneri

Sono quasi 11'500 le firme raccolte da Giorgio Ghiringhelli per l'iniziativa popolare costituzionale avente come scopo la creazione della Grande Bellinzona e della Grande Locarno. Ghiringhelli e gli iniziativisti chiedono che siano tutti i cittadini ticinesi ad esprimersi sul tema, tramite una votazione popolare. Le firme sono state consegnate questa mattina alle 11.00. Giorgio Ghiringhelli era accompagnato dal sindaco di Lugano Giorgio Giudici e dall'ex municipale di Bellinzona Filippo Gianoni.

Il "Ghiro" ha voluto mettere in evidenza che di firme ne occorrevano 10'000 e ritiene un "risultato considerevole" il numero di firme raccolte "specie se si considera che nessun altro Cantone in Svizzera chiede così tante firme (circa il 5% dei cittadini aventi diritto di voto) in così poco tempo (2 mesi) per la riuscita di un’iniziativa popolare costituzionale".

La votazione, secondo Ghiringelli, si dovrebbe tenere entro 3-4 anni e, citiamo "potrebbe entrare nella storia di questo Cantone e che potrebbe dare nuovo slancio all’economia cantonale a favore soprattutto delle prossime generazioni".

Ghiringhelli ha fatto un invito anche ai detrattori della sua iniziativa: "Ma questo è solo il primo round e gli ostacoli da superare saranno ancora molti, per cui non è davvero il caso di usare toni trionfalistici. Anzi, vorrei approfittare di questa “pausa” per invitare gli avversari dell’iniziativa a stemperare i toni: la votazione popolare, sempre che le critiche di anticostituzionalità si rivelino infondate, si terrà solo fra 3-4 anni, per cui in questo lungo intervallo di tempo e con la crisi che si profila in Europa (e da noi)  molte cose possono ancora cambiare (si pensi ad esempio agli effetti ancora tutti da verificare per il settore immobiliare del divieto di costruire residenze secondarie laddove la loro percentuale supera il 20%, cioè in quasi tutto il Locarnese) per cui non è da escludere che chi oggi è contrario alla nostra iniziativa perché ha la pancia piena  possa cambiare idea in un prossimo futuro e non è da escludere che chi oggi punta sulla collaborazione regionale per risolvere certi problemi si accorga che la via più diretta per risolvere questi problemi è quella delle aggregazioni".

"Ora - ha concluso - la parola passerà al Gran Consiglio ed ai giuristi (ed eventualmente ai giudici del Tribunale federale), che dovranno decidere se l’iniziativa è rispettosa della Costituzione federale e dunque ricevibile. Al Gran Consiglio chiederemo che prima di questa decisione tutti i 35 Comuni interessati dal progetto aggregativo vengano sentiti, come prevede l’art. 5 della Carta europea dell’autonomia locale approvata dall’Assemblea federale il 15 dicembre 2004 ed entrata in vigore in Svizzera il 1. giugno 2005".
joe | 16 mag 2012 14:57

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