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Musica nei bar: "Stop alla divietocrazia"

L'appello lanciato all'assemblea di GastroTicino dal presidente Marco Huber, che ha aggiunto: "Signore e signori, stiamo soffrendo"

"Signore e signori, stiamo soffrendo”. Avrebbe preferito usare altre parole, oggi a Novazzano, il presidente di GastroTicino, all’assemblea annuale della federazione esercenti albergatori. Ma la situazione non è migliore di come Marco Huber l’ha descritta, per una categoria che subisce da tempo un assedio su più fronti. La concorrenza dell’euro, i costi… le cause le conosciamo. E le conseguenze si vedono dai bilanci: nel 2011 in Svizzera sono stati spesi per il consumo fuori casa quasi 2 miliardi in meno dell’anno precedente.

Per fortuna, ha però sottolineato Huber, che la categoria è composta da validi professionisti che conducono giorno dopo giorno una dura lotta. Per cui vivono come un’ulteriore ingiustizia l’applicazione di leggi che sembrano sempre più rigide, come quelle vagliate a livello comunale sui volumi della musica: una deprecabile tendenza alla musicofobia, l’ha definita il sergetario cantonale Gabriele Beltrami. “Stop alla divietocrazia”, dice GastroTicino.

E tramite il ministro Norman Gobbi, presente all’assemblea, GastroTicino ha rivolto un appello alla classe politica: lasciateci lavorare.“Ci consola il fatto che la fiscalità non è ancora quella dell’Italia", ha poi detto il presidente di GastroTicino, dopo aver spiegato il problema dei costi: “Il nostro prezzo finale nei confronti della zona euro risulta in media del 33% più caro”.

GastroSuisse intanto continua a battersi per una riduzione dell’IVA. E qui si tocca un altro tasto sensibile per l’associazione di categoria, che da tempo denuncia l’imparzialità di una IVA applicata con criteri differenti da struttura a struttura. Per un ristorante è il triplo di quella di un take away.

E infine fa rabbia ai ristoratori assistere impotenti al fenomeno di quei take away che consentono ai loro clienti di consumare il cibo all’interno della struttura. Norman Gobbi ha spiegato che il Dipartimento delle istituzioni è al lavoro per trovare una soluzione a questa forma di concorrenza sleale.

Matteo Bernasconi
matteo | 14 mag 2012 18:33