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Un centro per gli adolescenti in crisi

Il Consiglio di Stato ha dato il via libera. La struttura avrà 10 posti e sarà destinata ad accogliere giovani problematici fra i 15 e i 18 anni

Paolo Beltraminelli a Sacha Dalcol

Il Ticino avrà una struttura per gli adolescenti problematici, che costerà tra i 4 e i 5 milioni di franchi. Il Consiglio di Stato ha dato seguito al programma delle Linee direttive del Piano finanziario 2012-2015 relativo alla gestione del disagio giovanile, confermando la necessità di realizzare una struttura chiusa di 10 posti, destinata ad accogliere sia maschi che femmine in situazione di crisi, di regola fra i 15 e i 18 anni, con possibilità di deroga per i minori di 15 anni (fra i 12 e i 15 anni).

Il progetto preliminare è scaturito dagli approfondimenti di un gruppo interdipartimentale composto da rappresentanti del Dipartimento della sanità e della socialità, del Dipartimento delle istituzioni e del Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport.

Esso prevede che sia costruita una struttura ex novo, studiata appositamente per ospitare giovani problematici per un periodo limitato di 3 mesi. Il medesimo gruppo interdipartimentale ha individuato cinque proprietà dello Stato sulle quali potrà sorgere il nuovo centro.

Il Consiglio di Stato ha incaricato il Dipartimento della sanità e della socialità di procedere con il progetto che sfocerà nella stesura di un messaggio all’attenzione del Gran Consiglio. Il Messaggio includerà le modifiche legislative conseguenti al tipo di struttura che limita parzialmente la libertà dei minorenni accolti e che permetteranno di dare avvio alla procedura per l’ottenimento dei contributi federali previsti sia per le opere di investimento che per i costi di gestione.

La tematica relativa alle situazioni di crisi dei giovani adulti (18 – 22 anni), sarà oggetto di una valutazione separata. Per soddisfare l’esigenza di dotarsi di 3 posti chiusi, destinati ai giovani adulti per i quali è ancora possibile allestire un progetto di recupero, si ipotizza il loro inserimento nella struttura per la gestione di casi complessi ai sensi della Legge sull’integrazione sociale e professionale degli invalidi (LISPI), già prevista dalla pianificazione settoriale cantonale. Per questi posti, il Dipartimento delle istituzioni e il Dipartimento della sanità e della socialità sono incaricati di verificare la disponibilità della Confederazione a contribuire ai costi d’esercizio.
joe | 11 mag 2012 18:00

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