Accedi11/23°

Sorry, no English

La difesa della lingua italiana giustifica il fatto che in Ticino i ragazzi siano obbligatoriamente istruiti nella lingua del cantone

La difesa della lingua italiana giustifica il fatto che in Ticino i ragazzi siano obbligatoriamente istruiti nella lingua del cantone. Il Tribunale federale ha respinto il ricorso dei genitori di una bambina che avrebbero voluto iscriverla a una scuola privata dove l'insegnamento è impartito in inglese.

I giudici federali rammentano che la libertà di lingua, garantita dalla Costituzione, non è assoluta, la lingua ufficiale del Ticino è l'italiano e l'insegnamento viene fatto, salvo rare eccezioni, proprio in questo idioma.

La terza lingua nazionale non è minacciata di estinzione, tuttavia negli scorsi decenni la necessità di tutelarla dalla crescente importanza del tedesco si è fatta sentire in modo acuto, rileva il TF. Un progetto prevedeva di vietare formalmente la nascita di una scuola in lingua tedesca.

La legislazione ticinese sulla scuola obbligatoria, che impone l'insegnamento in italiano agli allievi, risente ancora di quella preoccupazione. Essa è uno strumento di integrazione e di salvaguardia della lingua di fronte a un gran numero di residenti germanofoni.

Nel contesto demografico ticinese la normativa cantonale in materia di insegnamento riveste una particolare importanza, in quanto la scuola "è un vettore capitale dell'identità culturale e linguistica di un territorio". L'interesse pubblico su cui si fonda la legge scolastica prevale sull'interesse privato dei genitori a iscrivere i loro figli ad una scuola di loro scelta.

I genitori della ragazza, che hanno la doppia nazionalità italiana e svizzera, dovranno pagare 2000 franchi di spese di giustizia. Nel loro ricorso avevano fatto valere che la figlia frequentando la scuola inglese non avrebbe avuto alcuno svantaggio, in quanto già conosce l'italiano. Oltre a ciò l'inglese è una lingua che va per la maggiore e la ragazza si sarebbe trovata avvantaggiata nel corso della vita.

In altri cantoni i genitori avrebbero meno difficoltà a scegliere per i figli una scuola anglofona, come ha rilevato all'ats il portavoce del dipartimento vodese dell'istruzione, Michael Fiaux. Vaud non ha infatti una regolamentazione simile a quella ticinese e i genitori sono liberi di far frequentare ai ragazzi una scuola privata in inglese, a patto che gli obiettivi pedagogici siano rispettati e che il programma seguito permetta all'allievo di reintegrare la scuola pubblica.
joe | 11 mag 2012 12:42