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"Ticino alla puttanesca"?

Donne mercificate nei locali e turismo "bollente". Anche questo è il Ticino a luci rosse visto oltre frontiera

Uomini, avete un languorino allo stomaco?  Volete qualcosa di diverso dal solito happy hour, qualcosa di particolare, sfizioso e insolito? Il Ticino vi accontenta.
Quando per spogliare basta essere affamati... Corpi "oggetto" sessuale degli uomini. Donne usate per aumentare gli incassi nei locali. Enormi cartelloni che pubblicizzano anche servizi di escort. Volgarità e un pessimo biglietto da visita per il cantone. Scoppia la polemica.

"Non mi meraviglio più di niente, da tempo si va in questa direzione - afferma sconsolata Monica Duca Widmer, ex deputata ppd e da sempre attenta osservatrice dei problemi femminili e della deriva hard del cantone - al Caffè. "Lo dimostra il fatto che non si vogliano prendere misure adeguate con la nuova legge sulla prostituzione. Significa che va bene così, che è questa l'immagine che vogliamo dare del Ticino".

Ma agli uomini sembra non dispiacere quanto proposto in alcuni locali, proprio come è accaduto giovedì scorso nella discoteca Montezuma di Novazzano, dove un invitante fondoschiena femminile era coperto solo da un sottile perizoma, e fungeva da tavolo "apparecchiato" per l'aperitivo con patatine, tramezzini, e quant'altro.

5 franchi, e ci si rifà anche la vista. E il prezzo comprende persino un bicchiere di vino.

"Non mi scandalizzo, sia chiaro - dice Pepita Conforti, presidente della Commissione consultiva per le pari opportunità tra i sessi - sempre al domenicale, in fondo ognuno del proprio corpo fa ciò che vuole, ma dovremmo tutti chiederci in che modo vogliamo sviluppare questo cantone. Se con la capacità di impresa, la tecnologia, il paesaggio, oppure attraverso i locali a luci rosse e l'uso del corpo femminile per soddisfare l'uomo".

Intanto, Matteo Mogliazzi, della discoteca Montezuma di Novazzano, invita tutti per il bis ogni ultimo giovedì del mese.
Per lui infatti, guardando gli incassi della serata, sarebbe quasi ridicolo e paradossale sostenere il contrario.
"Ho solo proposto un modo diverso di consumare l'aperitivo", premette. E aggiunge: "È un'iniziativa artistica, che non ha niente a che vedere con lo sfruttamento del corpo delle donne, né tantomeno con la prostituzione. Sono un imprenditore innovativo e so bene che se propongo un aperitivo comune non lavoro. Allora mi faccio venire qualche nuova idea, in questo caso presa in prestito da alcune grandi città, come Londra, New York, Milano, ma anche Zurigo, pur di soddisfare la mia clientela". 

E continua: "I clienti non toccano in alcun modo le ragazze, sono le stesse che il venerdì e il sabato ballano sul cubo", precisa Mogliazzi.

Ma c'è chi si ribella spudoratamente come l'ex consigliere nazionale ppd Chiara Simoneschi Cortesi: "Ci sono cose che non dovrebbero essere consentite in un locale pubblico, dal punto di vista etico siamo fuori di testa".

C'è il rischio di veicolare solo un certo tipo di messaggio: o si è belle e si ha qualcosa da vendere, oppure si è out?
maxt | 7 mag 2012 18:19