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Bignasca: "Mi potrei anche scusare, se..."

Intervista a "Bobo" Bignasca che parla della battuta su Orelli, della satira, del Diavolo e del Decalogo leghista

Il direttore del Mattinonline e di 10 Minuti, Boris Bignasca, in questi giorni è finito nell'occhio del ciclone per una battuta satirica su Giovanni Orelli ("aspettiamo con ansia la prossima pubblicazione di Giovanni Orelli. Negli annunci funebri", ndr.) pubblicata nella rubrica Wikileaks Ticino sul Mattino della Domenica.

Bignasca, augurarsi la morte di Giovanni Orelli, per satira, in una frase che è un nonsense, ha sollevato un gran polverone. Nessun pentimento?
“L’intellettuale e politico del PS Giovanni Orelli - ci spiega Boris Bignasca - ha insultato pesantemente me e la mia famiglia. “Superficiale, truculento, volgare” e quant’altro è quanto ha scritto su di me dalla pagine de LaRegione. Tutto questo senza nemmeno conoscere me o mio padre. Un attacco inoltre che non aveva nessuna base politica, solo pregiudizio. Mi potrei anche scusare della pesante battuta satirica verso Orelli, se lui volesse ritirare i pesanti attacchi verso me e la mia famiglia. O forse certi intellettuali possono criticare, insultare e condannare chiunque rimanendo immuni dalla satira e dalle critiche, protetti dallo Stato nella persona del Capo del DECS Manuele Bertoli”.

Ne ha parlato con i due consiglieri di Stato della Lega?
“I consiglieri di Stato, membri del potere esecutivo cantonale, hanno cose più importanti da fare che occuparsi di una diatriba che riguarda solo me e Orelli. Siamo grandi abbastanza: abbiamo 109 anni in due. Il governo dovrebbe occuparsi dei problemi del Ticino e dei ticinesi senza lasciarsi coinvolgere in polemiche sul “moralismo”. Mi sembra, inoltre, sproporzionata la discesa in campo del capo del DECS Manuele Bertoli, appena rientrato dalle “vacanze” in Uruguay”.

Quali sono i confini della satira? Che differenza c’è tra la satira leghista e quella del Diavolo?
“Bella domanda. Non saprei. Mi chiedo come mai tutti quelli che si scandalizzano non hanno mai avuto nulla da dire sugli annunci funebri che appaiono su Il Diavolo. Perché la rubrica Wikileaks è scandalosa mentre quello scritto dai giornali vicini alla sinistra non lo è? Perché nessuno di questi “moralisti” si è mai indignano per gli annunci funebri di Marina Masoni, Sergio Savoia o Lorenzo Quadri? Oppure perché l’onorevole Bertoli non si è indignato per le domande, nemmeno tanto satiriche, contro me e mia madre sulla rivista Confronti? Wikileaks è una rubrica satirica di cui rispondo personalmente. Quindi è ingiusto sfruttare questa polemica contro Il Mattino. Ancora più strumentale è incolpare la Lega, i suoi esponenti, i suoi militanti e i suoi elettori. Rispondo io, personalmente e basta”.

Dimissioni dalla Lega: passo inevitabile?
“Non potendo criticare le idee e le proposte della Lega si è voluta iniziare una campagna contro la Lega tramite i media vicini alla sinistra. Ci si è scagliati in particolare contro Giuliano Bignasca e contro il sottoscritto. Comunque se qualcuno a causa di questi attacchi ritiene che io sia un ostacolo per la Lega, allora mi faccio da parte. In realtà il mio ruolo era marginale. Mi limitavo a gestire, a titolo volontario, la segreteria del gruppo (verbali, riunioni, rapporti con le sezioni locali, ecc.). Tutto qui. E ora ci sarà qualcun altro. È chiaro che al gruppo deve piacere il segretario e che al segretario deve piacere il gruppo. Altrimenti non si lavora bene”.

Ora per lei è tempo di dimissioni, ma c’è spazio per un futuro ripensamento? Nel suo futuro ci sarà ancora politica attiva? Ci possiamo aspettare una candidatura per le prossime cantonali o per le prossime comunali?
“Direi che non ci sono le condizioni perché io abbia un ruolo politico. Troppa è l’attenzione mediatica nei miei confronti. Sono e resterò almeno per qualche anno un privato cittadino, come tutti”.

Decalogo leghista: Giuliano Bignasca sostiene che, citiamo, “troppi deputati dormono” e che è ora di
joe | 2 mag 2012 22:12

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