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Bellinzona: tutti contro i 65 decibel

Sono circa 200 i ricorsi interposti. Una quarantina quelli degli esercenti ai quali si sono aggiunti moltissimi privati cittadini

Bellinzona si ribella al limite di 65 decibel imposto all’interno dei locali pubblici dall’ordinanza municipale. Sono infatti oltre 200 i ricorsi al Consiglio di Stato interposto contro il provvedimento. Il limite è contemplato nell’ordinanza federale contro l’inquinamento fonico ma fa riferimento al rumore esterno. Secondo i ricorrenti mancherebbero dunque le basi legali per l’applicazione dell’ordinanza.

Oltre a questo è stata aggiunta una nuova motivazione. Infatti il limite dei decibel si riferisce alla musica e non, per esempio, ai televisori accesi durante gli avvenimenti sportivi.

Una quarantina di questi ricorsi sono giunti dagli esercenti della Capitale, tramite l’associazione di categoria GastroTicino.
I rimanenti sono invece pervenuti da privati cittadini i quali, tra l’altro, hanno dato vita sabato sera ad un “botellón” in Piazza del Sole per manifestare il loro disappunto.

In ogni caso, pur essendo i ricorsi un atto dovuto, GastroTicino predilige ancora i dialogo e sono previsti incontri tra le parti per trovare una soluzione allo spinoso problema.
Questo provvedimento, ricordiamo, è un’eredità del vecchio Esecutivo rimasto in carica fino al 1. aprile con Sindaco Brenno Martignoni.



MM

minols | 2 mag 2012 10:29