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Monti: accordo in cambio dei ristorni

Il premier italiano annuncia una nuova rotta possibile per Roma. Borradori: "soddisfatti, ma Svizzera fuori dalle black list"

Mario Monti rilancia: un accordo fra Italia e Svizzera è fattibile, ma solo quando saranno sbloccati i ristorni congelati. Questa la nuova posizione del governo italiano, illustrata dal premier ieri sera a Roma durante una conferenza stampa a margine della seduta del Consiglio dei ministri italiano.

Monti si è detto disposto a riconsiderare l’’intera materia, in linea con quanto intrapreso fra Berna e Berlino, rispettivamente Londra. Roma sembra dunque voler rivedere la propria posizione, se si considera che finora il presidente del Consiglio aveva puntato piuttosto su un accordo globale fra Svizzera e Unione Europea.
 
Di fronte alla stampa Monti non ha mancato di ricordare che l’accordo sui frontalieri è stato “sospeso unilateralmente dal Canton Ticino”, violando una prassi attiva dal 1974.

Borradori: "bene, ma Svizzera fuori dalle black list"

Positiva la reazione del presidente del Consiglio di Stato Marco Borradori, che ai  microfoni di Radio3i ricorda però le altre due condizioni: Svizzera fuori dalle black list e un riesame degli accordi sui ristorni.

Per Antonio Di Pietro è tardi

Per il leader di Italia dei Valori (Idv) Antonio Di Pietro l'apertura del premier italiano Mario Monti a un accordo fiscale con la Svizzera è troppo tardiva: "dopo aver fatto orecchie da mercante per lunghissimi mesi e non aver mai risposto alle sollecitazioni dell'Idv, Monti ha deciso di iniziare le trattative con la Svizzera per recuperare circa 50 miliardi di tasse sui capitali italiani esportati nelle banche elvetiche. Alla faccia della velocità e dell'urgenza!", scrive Di Pietro sul suo blog in occasione della festa del Primo Maggio.

"Lo avesse fatto quando glielo dicevamo noi, non servirebbero adesso altri 4 miliardi e passa di tagli che renderanno ancora più difficile e dura la vita della povera gente e dei lavoratori. Ma, soprattutto, Monti deve rendersi conto che se non si spiccia e va avanti per un altro po' di mesi con le trattative, quando alla fine arriverà in Svizzera non troverà più un euro, perché i furfanti sono disonesti ma non stupidi e i soldi già li stanno trasferendo in Asia!".



ATS
laila | 1 mag 2012 16:49

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