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OCST: "Frontalieri, clausola di salvaguardia"

In Ticino dove i frontalieri superano il 20% della popolazione attiva, il sindacato propone di applicare provvedimenti aggiuntivi

Quali misure per contenere il flusso di frontalieri che sembra aumentare sempre più? L’OCST, tramite un comunicato, formula una proposta, ossia laddove la percentuale di frontalieri supera il 20% della popolazione attiva, sarebbe il caso di introdurre dei provvedimenti aggiuntivi ed in concreto attivare una clausola di salvaguardia interna, rafforzando e completando i provvedimenti varati dall’autorità federale.

Pur riconoscendo l’importante contributo che i frontalieri apportano all’economia cantonale, il sindacato ritiene che, citiamo “laddove viene utilizzata in modo distorto, la libera circolazione suscita però forme di concorrenza controproducente tra la manodopera locale e quella frontaliera. Da questo profilo, la progressione costante e il raggiungimento della vetta di 54.000 frontalieri solleva fondati interrogativi sul loro impatto, che è peraltro triplice. Incide sull’occupazione e può sottrarre occasioni di impiego per disoccupati locali; contribuisce ad incrementare la flessibilità del mercato del lavoro (si veda la possibilità di assumere un collaboratore per semplice notifica fino a 90 giorni all’anno; la facoltà delle agenzie di lavoro temporaneo di reclutare lavoratori interinali oltre confine; la consistente mole di lavoro distaccato) e concorre indirettamente a tener sotto pressione i livelli salariali”.

L’introduzione di una clausola interna dovrebbe, come si legge ancora nel comunicato “mirare a prevenire gli abusi nelle condizioni di lavoro ma non solo: dovrebbero essere parimenti orientate a sostenere l’occupazione locale incentivando, più di quanto faccia oggi la legge sull’assicurazione disoccupazione, l’assunzione di giovani in ingresso nel mercato del lavoro e di persone disoccupate”.

Tramite quali canali sollecitare queste proposte viene specificato nella nota stampa. In sintesi l’OCST intende interpellare direttamente “il Dipartimento federale competente e la SECO e interloquire con la Deputazione ticinese. Si avvarrà pure di Travail.Suisse, affinché ne sia interessata anche la Commissione tripartita federale”.

Cosa significa in concreto introdurre delle clausole di salvaguardia? Per esempio l’obbligo di ricerca di personale residente in Ticino, laddove la quota di frontalieri in determinati settori, si pensi al terziario, superi il 20%, come ci precisa Nando Ceruso, del sindacato OCST.

"Ma queste misure sono anche rivolte verso i frontalieri "di lunga data" i quali sono anch'essi in pericolo visto l'aumento delle notifiche di breve periodo che influenzano al ribasso il livello degli stipendi" ha aggiunto Ceruso.

MM

joe | 26 apr 2012 16:15