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"Città agonizzante condannata a morte"

I Verdi insorgono contro la nuova ordinanza municipale sui rumori molesti a Bellinzona. Mario Branda: "Trovare un punto di incontro"

Vita durissima per i locali pubblici nel centro di Bellinzona. Infatti le nuove direttive alle quali devono sottostare i bar e i ristoranti in materia di rumori sono molto restrittive. Un massimo di 65 decibel. Il che significa, in poche parole, musica di sottofondo che non esce dal locale. A titolo di esempio i 65 decibel si raggiungono in un ufficio rumoroso. Quindi in un bar, con il solo chiacchiericcio si potrebbe superare questa soglia. Un aspirapolvere raggiunge i 70. L’ordinanza municipale sui rumori molesti è stata pubblicata sull’albo comunale e fa capo ad una decisione dello scorso 21 marzo. Lo riferisce laRegione Ticino.

A dir poco arrabbiati i gerenti degli esercizi pubblici del centro i quali si chiedono se a questo punto non valga la pena chiudere alle 20.00 o anche prima. GastroBellinzona  e in particolare la Federazione esercenti albergatori, sta pensando di ricorrere a questa nuova normativa. La nuova ordinanza, che modifica quella in vigore dal 2007, all'articolo 8, capoverso 3, recita la seguente frase: "L'eventuale musica riprodotta dovrà essere di sottofondo confinata all'interno dell'edificio e limitata ad un livello massimo di Leq=65db (A)".

Branda: "Trovare un punto di incontro"

Per Mario Branda, il nuovo sindaco di Bellinzona, una gatta da pelare ereditata dal precedente muncipio. "L'ordinanza deve essere applicata - ci dice Branda - ma comunque dovremo parlarne". "La competenza riguarda sia la polizia sia la pianificazione, quindi sarà una discussione a due. Ma soprattutto cercare di trovare un punto di incontro tra chi richiede la tranquillità in centro e le esigenze dei ristoratori".

David: "Una città agonizzante condannata a morte"

Il gruppo dei Verdi in consiglio comunale "prende atto con stupore di uno degli ultimi regali del vecchio municipio alla città", si legge in una nota diramata oggi da Ronnie David. Per i Verdi "tale ordinanza rende di fatto impossibile lo svolgimento di qualsiasi manifestazione serale a livello musicale nei bar e nelle piazze del centro, condannando a morte definitivamente una città già agonizzante sotto l’aspetto del divertimento".

I Verdi annunciano sin d’ora la volontà di attivarsi contro "una visione della città che assomiglia più a una casa anziani che a un posto dove incontrarsi e stare bene assieme". E nelle prossime settimane intendono formulare "una serie di proposte che tenderanno nella direzione opposta a quanto auspicato dal vecchio municipio, con palchi permanenti nel centro cittadino e un attenzione maggiore a chi crede che la città debba vivere, ricordando che la maggioranza silenziosa (o rumorosa) ha voglia di una città che sappia offrire momenti d’aggregazione tutto l’anno".
 
Della Fontana: "No ai divieti di un municipio che non esiste più"
 
La sezione bellinzonese della Gioventù Comunista, con una nota stampa a firma Aris Della Fontana, ritiene "vergognosa la decisione adottata dal municipio di Bellinzona poco prima del rinnovo delle cariche". 

"Il limite di 65 decibel - secondo i comunisti - è semplicemente ridicolo: esso è in media il livello di una discussione animata o di un televisore ad alto volume. Ci chiediamo chi sia l'attempato eremita che abbia anche solo avuto la brillante idea di pensare a un tale limite completamente fuori dalla realtà che di fatto vieterebbe ogni tipo di concerto dato che il livello medio raggiunto a questi eventi é di 100 decibel". I comunisti invitano infine la popolazione "a protestare, occupando pacificamente le piazze con feste improvvisate, botellon e quant'altro per rendere evidente alle nuove autorità che una città morta non la vogliamo più".
joe | 13 apr 2012 17:31

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