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Case secondarie: i Cantoni alpini resistono alla Leuthard

I cantoni di montagna - tra cui c'è anche il Ticino - chiedono al DATEC di aspettare le loro proposte

I cantoni di montagna tentano di resistere alla ministra Doris Luethard in merito all'entrata in vigore dell'iniziativa sulle abitazioni secondarie, appena approvata in votazione popolare l'11 marzo.

La Conferenza dei governi dei cantoni alpini (CGCA) organizzerà una seduta straordinaria all'inizio di aprile per proporre proprie direttive di applicazione dell'iniziativa di Franz Weber. In particolare, secondo la CGCA il limite del 20% di residenze secondarie per comune dovrebbe applicarsi solo dall'anno prossimo.

In base alle linee guida pubblicate giovedì dal Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni (DATEC) il limite del 20% va rispettato da subito. Inoltre, secondo il ministero di Doris Leuthard, in caso di dubbi le richieste di costruzione vanno sospese.

Il consigliere di Stato urano Markus Züst, presidente della CGCA, ha affermato oggi che "una sospensione non è giusta", anche per assenza di base legale, e che le richieste fino alla fine del 2012 vanno trattate a determinate condizioni. I cantoni di montagna (Grigioni, Ticino, Uri, Obvaldo, Nidvaldo, Glarona e Vallese) chiedono quindi al DATEC di aspettare le loro proposte e di ritirare le linee direttive appena pubblicate.

Il DATEC non intende commentare subito l'atteggiamento dei cantoni alpini: "abbiamo preso atto del comunicato" della CGCA e un gruppo di lavoro esaminerà le idee, ha detto all'ats la portavoce Dominique Bugnon. La Leuthard ieri ha però ribadito di aver già avvertito che il nuovo articolo costituzionale era valido dal giorno delle votazioni.


ATS
joe | 20 mar 2012 20:21