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La madre di Peter Jaks in Ticino

L'inchiesta di polizia prosegue: "Stretta collaborazione con l'Italia". Il caso di Peter Jaks a "Chi l’ha visto?" sulla RAI

"Sicuramente sono giorni difficili per tutti qui in Ticino, perché Peter è veramente un grande uomo. L'uomo che mi ha portato in Svizzera e vorrei dirgli solo una cosa: Peter se mi ascolti, torna a casa. Hai tanti amici, ci manchi, manchi a tutti. Tu non sai quanto ci manchi. Se hai bisogno qualcosa, chiamami. Se dobbiamo venire in Italia, verremo. Sono triste. Torna a casa, per favore, torna a casa." È un Hnat Domenichelli che trattiente a stento le lacrime quello che ieri sera nel dopo partita di Rapperswil ai microfoni della RSI rivolge un accorato appello a Peter Jaks, scomparso ormai da 4 giorni. I due gol realizzati alla Diners Arena dal numero 76 bianconero erano dedicati all'uomo che nel 2003 lo portò da Houston in Leventina, assieme a Jean-Guy Trudel. Nel nostro paese, Domenichelli, ha poi trovato una nuova casa, è diventato svizzero e si è fatto una famiglia. È dunque comprensibile come l'attaccante del Lugano sia legato all'ex direttore sportivo biancoblu.

Gli appelli su Facebook 

I messaggi e gli appelli a Peter Jaks giungono però anche dalla gente, dagli amici, dai conoscenti, dai tifosi e non. Sulla bacheca della pagina facebook dell'ex giocatore di hockey moltissime le persone che lo invitano a farsi vivo e a tornare. "Peter, non sei solo... Torna, che ti aspettiamo", scrive Céline. "Domenichelli ha fatto 2 goals e un assist e te li ha dedicati... come ha detto lui e tanti altri TORNA A CASA. Alla famiglia di Peter va tutto il mio sostegno e un forte abbraccio...", è il messaggio di Giorgio.

"Peter, sei stato un lottatore sin da quando eri piccolo.... eri tu che sorridendo pensavi al domani. Hai saputo sopportare con grande onore denigrazioni e insulti, che venivano però da persone che in fondo ti amavano e non capivano le tue scelte, ma che sono sempre state pronte a perdonare tutto. E' ancora così.... bisognava vincere e se incappavi in una sconfitta, eri il primo portabandiera del non mollare mai. Per cui pensaci... tutti qui ti aspettiamo.....", è l'appello di Mara.
 
L'inchiesta di polizia prosegue: "Stretta collaborazione con l'Italia"

Intanto continuano le ricerche degli inquirenti. Ma su questo fronte "non c'è nessuna novità - ci dicono dalla polizia cantonale - perché altri avvistamenti non ce ne sono stati". La polizia cantonale asssicura però che "la collaborazione con le autorità italiane, dopo l'avvistamento di Potenza, è ancora più stretta".

In Ticino l'inchiesta è coordinata da Bellinzona

Le ricerche di persona in Ticino sono di responsabilità delle gendarmerie. In questo caso, visto che Peter Jaks abita nella capitale, della gendarmeria di Bellinzona, il cui capo posto è l'aiutante Gianni Cadola.

Jaks a "Chi l’ha visto?"

Della scomparsa di Peter Jaks se ne occuperà anche la trasmissione della RAI “Chi l’ha visto?” in onda stasera. Ce l'ha confermato il fratello Pauli Jaks. Che se ne discuta anche in Italia è dovuto al fatto che Jaks è stato fermato dai carabinieri di Potenza, dove l’ex giocatore di hockey si trovava poco prima delle tre del mattino. Secondo quanto riferito dai carabinieri Jaks si sarebbe trovato a Potenza per caso. In quanto, suo dire, avrebbe sbagliato treno a Roma, dove si era recato per assistere ad una partita di calcio.

La mamma di Peter Jaks in Ticino

La madre di Peter Jaks - che avrebbe dovuto ricevere la visita del figlio in Cechia negli scorsi giorni - è in Ticino. Secondo alcune indiscrezioni la sua intenzione sarebbe quella di partire per l'Italia con il figlio Pauli. Con la speranza di riaccompagnare Peter a casa. Da noi interpellato Pauli Jaks smen
joe | 6 ott 2011 10:29

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