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Allarme inerti: non si sa più dove metterli

E il Territorio pensa di esportarli in Italia. Sono in corso trattative con la Regione Lombardia e le vicine Province italiane

Scatta l'allarme inerti. Se il forte apporto di materiali di scavo e di demolizione registrato nel corso degli ultimi tre anni - in particolare nel Sottoceneri (+ 60% dal 2007 al 2010) - si confermerà anche nel corso dei prossimi anni è fin d’ora prevedibile una mancanza di spazio per il deposito di materiali inerti in Ticino. Lo comunica stamane il Territorio. Per garantire la continuità di smaltimento di questi materiali non riutilizzabili il Dipartimento ha pertanto promosso, oltre alla ricerca di nuovi siti, una serie di misure e azioni differenziate.

Nel Sopraceneri si prevede la messa in appalto entro la fine del 2011 della concessione per la gestione della discarica di Magadino-Quartino (la cui apertura è prevista nel 2012) e la messa in consultazione, mediante procedura congiunta Piano di gestione dei rifiuti - Piano direttore (PGR-PD), di alcune nuove proposte di discariche in Riviera e Bassa Leventina.

Nel Sottoceneri è già pianificata a PD, PGR e Piano regolatore la nuova discarica per materiali inerti di Monteggio, mentre è in corso l’analisi preliminare per l’elaborazione del Piano di utilizzazione cantonale (PUC) per la Tappa 3 presso la discarica per materiali inerti di Stabio.

Inoltre per evitare il deposito di materiale inerte in discarica, il Dipartimento sta incoraggiando il riciclaggio di questi materiali. A questo proposito si segnala la recente iniziativa della Divisione delle costruzioni in materia di appalti pubblici stradali che incentiva, attraverso un apposito criterio d’aggiudicazione, il riciclaggio dei rifiuti edili e il consolidamento della scheda di PD “V6 - Approvvigionamento in materiali inerti” che prevede anche la pianificazione dei centri logistici integrati d’importanza cantonale per la gestione dei materiali inerti primari e secondari (riciclaggio).

A breve verrà attivato un portale internet denominato “Borsa dei materiali”, tramite il quale gli imprenditori potranno segnalare le proprie disponibilità e i fabbisogni di materiale di scavo, in modo da sfruttare in maniera ottimale le sinergie ed evitare inutili apporti in discarica di materiale potenzialmente riciclabile, con benefici ambientali ed economici.

Per il tramite della Regio Insubrica, infine, sono in corso trattative con la Regione Lombardia e le vicine Province italiane per favorire l’esportazione di materiale non inquinato in Italia per il colmataggio e la ricoltivazione di ex cave di sabbia e ghiaia.

Tutte queste misure non possono tuttavia fare astrazione da ulteriori aumenti in futuro di materiale inerte, che potrebbero portare alla chiusura delle discariche di Personico e di Stabio nel corso del 2012. Alfine di prolungarne il più possibile la durata sono già state introdotte delle limitazioni d’apporto legate ai quantitativi (Personico) e al comprensorio (Personico e Stabio). D’altro canto, le procedure per la realizzazione della nuova Tappa 3 della discarica di Stabio dovranno essere portate a termine con urgenza, ritenuta la probabile chiusura della Tappa 2 in anticipo di due anni rispetto alle previsioni elaborate in fase di progettazione negli anni 2006-2007. Per le due discariche di maggior capienza (Gnosca e Mezzovico-Rivera), le volumetrie residue permettono invece di far fronte al fabbisogno del settore edile ancora per ca. 8 rispettivamente 4 anni.
joe | 27 set 2011 12:02

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