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Lele Mora: è fallimento personale

Lo stabilisce una sentenza del tribunale di Milano. Nominato il curatore

Come una statua di cera al sole, il "re mida" dello star system italiano, si starebbe sciogliendo con un fallimento dopo l'altro. Dopo la LM management caduta lo scorso giugno, ora è il turno dell'Immobiliare Diana, che porta il nome della figlia, e di se stesso. Più precisamente la seconda sezione civile fallimentare del tribunale di Milano ha sentenziato il fallimento personale di Dario Mora, detto Lele.

Un caso davvero raro che sugli 800 fallimenti annuali registrati dal tribunale meneghino, solamente 4 riguardano la persona fisica. Per Mora è già stato nominato un curatore che ne diventerà letteralmente il tutore. La sentenza, infatti, annulla qualsiasi diritto al fallito sui suoi beni esistenti e su quelli che potrebbero giungergli nel corso del fallimento.

La legge italiana, riportata da "Il sole 24 ore", recita che "l'imprenditore del quale sia stato dichiarato il fallimento, nonché gli amministratori o i liquidatori di società o enti alla procedura, sono tenuti a consegnare al curatore la propria corrispondenza di ogni genere, inclusa quella elettronica, riguardante i rapporti compresi nel fallimento".

Ciò significa che sarà il curatore a occuparsi di ciò che resta del patrimonio e degli affari del fallito, unico con l'autorità di accesso ai conti bancari italiani ed esteri. Il caso di Lele Mora è, dunque, ancora più particolare data la sua residenza in Svizzera dove avrebbe aperti alcuni conti correnti.

Per chiarire quali connessioni esistano tra un procedimento fallimentare in Italia e la Svizzera abbiamo chiesto delucidazioni all’avvocato Gabriele Banfi titolare dello studio legale GB Law.
Secondo l’avvocato Banfi il decreto di fallimento italiano deve essere riconosciuto in Svizzera in base a quanto espresso nell’11° capitolo della LDIP che regola l’assistenza giudiziaria in materia fallimentare.

In semplici parole, spiega Banfi, ciò significa che fintanto che il fallimento non viene riconosciuto dalla Confederazione, il fallimento sancito in Italia non esplica qui nessun effetto.
Tecnicamente “la decisione di riconoscimento della sentenza di fallimento estera comporta, per i beni del debitore situati in Svizzera, l’apertura in Svizzera di una procedura di minifallimento, sottoposta alle regole del diritto svizzero (art. 170 LDIP; DTF 134 III 366 consid. 9; 130 III 620 consid. 3.4.2; 129 III 683 consid. 5.3; JdT 1993 II 125 consid. 2b).  Prima di un tale momento il fallimento estero risulta però essere giuridicamente inesistente.”


ticinofinanza.ch


sgr | 12 apr 2011 16:19

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