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La violenza allo stadio fa paura

A Piazza del Corriere parlano Norman Gobbi, Decio Cavallini, Jean Jacques Aeschlimann e Michele Orsi

Sport e violenza spesso vanno a braccetto. Di chi è la colpa? È dello sport che arriva ad esaltare gli istinti più beceri dell’uomo, oppure l’indice va puntato verso la società in genere e le sue deviazioni? Insomma, tutti colpevoli, nessun colpevole?

Sia quel che sia è ora di agire perché la recente brutta domenica di botte e distruzione alla Valascia non lascia nessuno indifferente. Piazza del Corriere, martedì 23 gennaio dalle 20.30, accende i riflettori su un tema che fa discutere e che interroga: è normale che la sessantina di teppisti del Losanna in prima battuta l’abbiano fatta franca? Era davvero impossibile fermarli? Chi ha sottovalutato quella partita? Dobbiamo abituarci ad andare allo stadio scortati dalla polizia? Perché lo stadio è considerato da taluni una zona franca dove, impunemente, si può fare di tutto?

Nel corso degli anni disordini si sono verificati anche a Lugano, fronte hockey e calcio, e c’è chi chiede alle società un intervento più risoluto contro le deviazioni del tifo organizzato. Oppure la paura di ritorsioni porta sempre ad un sostanziale buonismo? Moderati da Gianni Righinetti, in studio ci saranno Norman Gobbi (direttore del Dipartimento delle istituzioni), Decio Cavallini (tenente colonnello Polizia cantonale), Jean Jacques Aeschlimann (direttore amministrativo Hockey club Lugano) e Michele Orsi (direttore generale Hockey club Ambrì Piotta).

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Redazione | 23 gen 2018 05:39

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