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"Io, il mio zaino e i 250Km a corsa nel deserto"

Su TalenTI oggi il maratoneta di Comano Filippo Rossi. "Una volta un senzatetto e un portoghese mi hanno salvato"

Il giovane talento di oggi è Filippo Rossi, classe 1990, nato e cresciuto a Comano, laureato in Scienze politiche, arabo e portoghese e appassionato di corse estreme. Nel 2014 ha partecipato alla 29esima edizione della "Marathon des Sables" nel Sahara marocchino, una corsa considerata tra le più difficili al mondo, una vera e propria gara di sopravvivenza.

Per affrontare tali sfide ci vogliono costanza, dedizione, coraggio e un'ottima gestione della mente, "senza la gestione psicologica non si portano a termine questo tipo gare", afferma il runner ticinese.

Da pochi giorni Filippo Rossi si trova in Cina dove, da ieri, sta affrontando la 2. tappa della 4Deserts nel deserto del Gobi che prevede 6 tappe in 7 giorni per un totale di 250 Km.

Uno straordinario esempio di sport e umanità! Filippo collabora infatti con l'associazione ticinese Insieme per la Pace e, durante questa 2. tappa, anche con Helvetas, per un progetto che prevede la raccolta di fondi destinati alla costruzione di pompe idriche nelle scuole del Benin.

• Quando hai iniziato a correre?

Diciamo che ho sempre corso. Ma ho iniziato seriamente solamente dopo il servizio militare. In quel periodo ho cominciato a pensare a correre la prima maratona. Il vero salto l'ho però fatto quando, vedendo sulla rivista Sportweek un pazzo che attraversava gli Stati Uniti a corsa, mi sono detto: "Voglio farlo anch'io!". Presto, però, mi hanno ridimensionato l'obiettivo ed ecco che ho così cominciato a prepararmi per la prima gara nel deserto, la Marathon des Sables, che ho corso nel 2014.

Che cosa ti affascina delle maratone? E delle corse trail?

L'ambiente sportivo soprattutto, l'umiltà della gente, il più forte che è amico dell'ultimo ed è contento di aiutarlo. È prima di tutto una gara contro sé stessi e poi una gara contro gli altri. Diciamo che c'è ancora il vero animo sportivo che oggi in molte discipline si è purtroppo perso, lasciando spazio ai soldi...

Quali difficoltà si incontrano in queste discipline?

Le distanze sono massacranti. I percorsi sono sicuramente molto difficili e non lasciano tregue. Ecco perché è un tipo di disciplina soprattutto mentale.

Perché corri, che cosa ti spinge a farlo?

Ogni uomo cerca sempre di alzare la propria asticella e migliorarsi. Correre per me significa migliorarmi, ma non nel tempo, bensí nella mia persona. Migliorare sé stessi ed essere così felici.

Lo scorso mese di maggio hai percorso la 1. tappa della maratona “4 Deserts” in Namibia, nel deserto del Sahara. Come ti sei preparato fisicamente e mentalmente a questa grande sfida che prevedeva 250 Km in 7 giorni?

Mi sono allenato 3 mesi in Giordania. Ho fatto molta sabbia, ma soprattutto molti chilometri, molte ore a correre, sempre però seguite da un buon riposo, senza forzare.

Per quanto riguarda la forza mentale, ormai, si nasce più o meno predisposti. Bisogna sempre lavorare sulla sicurezza personale, ma alla base, chi compete in queste gare, ha solitamente già una mente solida e molto determinata.

La tua alimentazione cambia durante le settimane che precedono una gara? Cucini e mangi cibi liofilizzati per abituare il tuo corpo (e palato)?

A dire il vero no. Forse la prima volta, prima della MDS nel 2014, avevo provato i liofilizzati prima. Ma ora predilico il cibo naturale. Difatti per le gare preparo formaggio, polenta, purée in sottovuoto, evitando di portare liofilizzati, che sono nocivi e soprattutto danno la nausea. Quindi parto già con alimenti che ben conosco.

Come ci si sente il giorno dopo aver corso una maratona?

Dipende. In questo caso, dal momento che una maratona la si corre ogni giorno, è bene arrivare il giorno dopo senza i postumi della gara precedente. Se si corre una maratona su strada però, ecco che si dà il 100% in quei 42 Km e il giorno dopo si rischia di patirli nelle gambe.

Qual è il ricordo più forte che hai della Marathon des Sables, considerata una delle gare più difficili al mondo?

È stata un'esperienza fantastica. Una gara incredibile, organizzata in maniera fenomenale. Non dimenticherò mai l'arrivo della tappa lunga, di notte, lì mi sono detto: "Ormai è fatta!", anche se avevo davanti ancora una maratona.

Quali sono i meccanismi psicologici che ti hanno aiutato nelle tue performance?

Si impara a gestire il mentale. Senza la gestione psicologica non si portano a termine questo tipo gare. Pensare tappa per tappa, senza pensare all'insieme dei Km, aiuta sicuramente. Anche in una 100 Km, si pensa a punti di controllo e non a "mi mancano ancora 80 Km"... perché se no si è fregati.

Sei mai andato in crisi durante una gara? Come affronti momenti di paura, eventuali infortuni o sconfitte…?

Certo, molte volte. La crisi prima o poi arriva. Affrontarla con filosofia e calma è la cosa migliore. Portare a termine il periodo di crisi e poi ripartire è la mia tattica (come quella di altri immagino). In questi casi bisogna rimanere freschi di testa, anche se il fisico fatica a rispondere, e cercare di minimizzare i rischi. Di infortuni ne ho avuti molti, ma mai gravi fortunatamente. Grazie a fisioterapia, osteopatia e pilates, riesco sempre a farmi diagnosticare il problema e a curarlo nel modo più corretto. Sconfitte? Fino ad ora mi sono ritirato una sola volta, al trail ticino nel 2014. È stato orribile. Prima di ritirarmi devono spezzarmi le gambe. Ma la sconfitta va accettata come un insegnamento, se ti ritiri significa che hai sbagliato.

Cercare l'errore, digerirlo e metterlo nel cassetto delle eseprienze, è il modo migliore per migliorare.

Quali sono i pericoli nascosti del Sahara?

Il Sahara, come altri deserti, è un luogo inospitale per l'essere umano. Ecco perché bisogna rispettare il deserto in generale; tanto quanto si rispetta la montagna. Ci vuole una buona preparazione e non bisogna sottovalutare la disidratazione. Più che serpenti e scorpioni, sono il caldo e la sabbia che fanno il lavoro sporco.

Che emozione ti dà, allora, il deserto?

Il deserto è un posto magico. È silenzioso e affascinante. La sua bellezza è forse la cosa che mi attrae maggiormente.

Che ruolo ha la tua GoPro durante una gara?

Non porto più una GoPro ora, l'ho fatto per la RSI nel 2014, ma ora risparmio peso.

Hai un aneddoto da raccontare ai lettori di TalenTI?

La maratona di Lisbona, la mia prima, nel 2012. Al 35esimo Km ero disperato. Dilaniato dai crampi mi sono seduto al lato della strada per riprendere forze e un senzatetto mi ha pure offerto del vino. Ho pregato altri corridori di darmi un gel energetico fino a quando non è passato Zé, un portoghese che mi ha salvato. Mi ha fatto rialzare, mi ha dato da mangiare e mi ha accompagnato al traguardo. Ancora oggi ci sentiamo, anche se lui vive in Germania, a Colonia. Questo è sport: un'attività che unisce le persone, che crea amicizie.

Sei un bellissimo esempio di sport e umanità. Potresti parlarci in breve della tua collaborazione con l’associazione Insieme per la Pace?

La mia famiglia ha sempre aiutato l'associazione con padrinati. Un giorno ho voluto andare sul campo a vedere con i miei occhi, ed è stao lì che ho conosciuto Gabriella Caldelari, presidente dell'Associazione. Una grande donna, diventata un po' come una seconda mamma per me. Lei mi ha portato a conoscere il Ruanda, un paese bellissimo e pieno di sorprese. Mi sono così innamorato dell'Africa, grazie a lei.

Che rapporto hai con l’Africa?

Dal 2011, anno della mia prima volta in Africa, non me ne sono più sbarazzato. È nato un rapporto di amore... ma anche di odio qualche volta. Ho vissuto là e ho viaggiato. Oggi pero, ogni volta che atterro nel continente nero, mi innamoro di nuovo. La differenza talmente acuta rispetto all'Europa rende inizialmente difficile l'abituarsi, ma poi l'amore diventa endemico.

Due parole su “#PIPPA Run The Deserts, Run for Water ! « Io corro per l’acqua, dove l’acqua non c’è ».”

In Ruanda mi sono occupato di pompe idriche. Ho anche donato personalmente dei soldi per la loro costruzione, sensibilizzandomi molto sul tema dell'acqua. Ho visitato progetti in Camerun, anche lì vedendo la differenza fra un pozzo sporco e pieno di malattie e una pompa con acqua potabile. Ed ecco che ho voluto farne il mio motto, la mia battaglia: "Correre per l'acqua nei deserti", un contrasto perfetto. Anche se solo nel mio piccolo, spero un giorno poter aiutare il maggior numero di persone. È per questo motivo che ho deciso di collaborare anche con Helvetas (solamente per il deserto del Gobi), dove, attraverso la piattaforma lifechanger.ch, cercheremo di raccogliere più fondi possibili per un progetto di pompe idriche per le scuole del Benin, nell'Africa Occidentale.

Dove ti alleni? Trovi che il Ticino, o la Svizzera in generale, sia un buon posto per l’allenamento di un maratoneta del tuo livello?

Mi alleno dove capita, il che a volte è un problema. Sono continuamente alla ricerca di nuovi terreni e non sempre è facile, soprattutto in certi paesi. Fortunatamente sono però sempre riuscito a trovare una soluzione. Il Ticino è bellissimo per allenarsi, tutto l'anno è possibile andare in montagna (tranne quando nevica) e i sentieri sono infiniti. Ed è perfetto anche per correre in città, come ad esempio a Lugano. Cosa vuoi di più? Anzi, bisognerebbe sviluppare un'infrastruttura turistica adatta allo sport a Lugano... Ma...

Credo tu non riesca proprio ad immaginare la tua vita senza lo sport…

Assolutamente no. Se non potessi allenarmi penso impazzirei.

Il tuo motto?

Cerca la felicità, per te stesso e per gli altri. Ma soprattutto vivi la tua vita senza impicciarti delle cose altrui.

Quali sono i sogni che hai realizzato? E gli obiettivi che ti sei prefissato?

Per me correre quest'anno è un sogno che si sta realizzando. Per gli altri sogni continuerò a combattere.

Grazie mille per la tua disponibilità Filippo, e COMPLIMENTI!!

http://www.filipporossi-ultrarunning.com/
Facebook: Filippo Rossi Ultrarunning
Vimeo: https://vimeo.com/user45933310
https://life-changer.helvetas.ch/filipporossi

Contatto TalenTI: [email protected]
Facebook: TalenTI / TicinoNews

 

Sharon Boffa | 20 giu 2016 05:20

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