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“Con il mio disco voglio regalare momenti di evasione”

Su TalenTI scopriamo un rapper ticinese che canta in francese, Lodovico Ghezzi, in arte Rafal27

Lodovico Ghezzi, in arte Rafal 27, è uno dei componenti del collettivo rap ticinese Labatoir, è l’artista che sentiamo cantare in francese, lingua nella quale si esprime alla perfezione grazie alle sue origini vodesi.

Rafal ha 32 anni, rappa da quando ne aveva 15 e, due anni fa, mosso dal forte bisogno di comunicare e di fare musica, decide di lanciarsi come solista e di concentrarsi sulla realizzazione di un album tutto suo.

Dopo un intenso e minuzioso lavoro ci presenta oggi “Le vagabond des étoiles”, un disco nato dalla positiva collaborazione con dj S.I.D., produttore delle basi dei 13 brani dell’album.
Il 28 di questo mese si esibirà al Bar Festival di Locarno, durante la serata ufficiale di presentazione del disco. Big Up!

- Per te musica è sinonimo di?

Per me la musica è sinonimo di libertà. Viviamo in una società che ci detta orari, tempistiche da seguire, responsabilità, stress, ecc… la musica serve per evadere da tutto questo. Libertà intesa anche come spensieratezza, come libertà di scelta, di esprimersi, di trasmettere senza limiti, frontiere e orizzonti.

- In arte sei “Rafal27”, che significato ha questo numero?

Rafal significa raffica in francese, mentre 27 sta per il numero civico del vecchio palazzo dove abitavo.

Sotto questo palazzo avevo un locale dove ci trovavamo con i soci per fare musica e dove è nata questa grande passione per il rap.

Questo numero ricorda le origini, dove tutto è iniziato.

- Ricordi il momento in cui hai deciso di dare vita a “Le vagabond des étoiles”?

Più o meno due anni e mezzo fa. Era un periodo dove il gruppo “Labatoir” era un po’ in stallo, inoltre un membro stava mollando e tutto era fermo. Io però avevo tante cose da dire e la voglia di fare musica era alle stelle.

Un giorno mi è capitò di andare a registrare un featuring nello studio di S.I.D. Sentendomi rappare, gli sono piaciuto e mi propose di fare qualche cosa insieme. Non me lo feci ripetere due volte e così nacque l’idea dell’album.

- E da dove nasce il titolo?

Il titolo è preso da un romanzo di Jack London, “Il vagabondo delle stelle”, appunto. Questo romanzo narra la situazione carceraria negli U.S.A negli anni trenta, e di un professore che viene imprigionato per omicidio. In questo carcere succedono mille abusi di potere. I carcerati si rendono conto che questo professore, essendo più intelligente e colto, potrebbe aiutarli a difendersi dai secondini e da tutto il sistema carcerario, ma viene purtroppo rinchiuso in una cella di isolamento. Lì riesce però a comunicare con un vicino di cella che gli insegna un metodo per evadere con la mente dal corpo. Il romanzo narra appunto di tutti questi viaggi mentali.

Il nesso con il mio album sta nel fatto che ogni pezzo, ogni canzone è un viaggio.

- Quanto è stato decisivo il contributo di Dj S.I.D. per dare corpo alla tua idea di disco? Parlaci delle basi del tuo disco e dell’esperienza lavorativa con lui.

Parecchio, dato che nella musica rap, secondo me, la base vale un buon 50%, se non di più, della canzone. Dj S.I.D. è riuscito a capire che genere di strumentali cercavo. Io volevo una fusione tra vecchio e nuovo, cioè sonorità, campioni in vecchio stile su batterie più moderne, per dare al mio disco un’atmosfera senza tempo.

Essendosi creato un buon feeling, siamo riusciti a creare quest’atmosfera e ogni base dell’album la rispecchia.

Lavorare con S.I.D è stato molto interessante e, data la buona intesa, abbiamo cercato di dare, ognuno dalla sua parte, il massimo.

Per quanto riguarda le strumentali dell’album, suonano tutte diverse l’una dall’altra, alcune più cupe, altre più dinamiche, ma comunque mantenendo un certo fil rouge che le lega insieme in modo omogeneo per dar vita a questo disco.

- Quanto lavoro c’è dietro a “Le vagabond des étoiles”?

Ci sono voluti due anni per realizzare questo disco. Bisogna considera anche il fatto che non vivo di musica e, come tutti, devo lavorare… di conseguenza l’ho fatto nel tempo libero, che purtroppo è sempre poco. Inoltre dietro a un album ci sta un grande impegno, dalla scelta dei temi delle canzoni, alla scrittura vera e propria, alla scelta delle basi, alla registrazione, alla scelta dei featuring, al mix e master, ecc….

- E la scelta della copertina?

La copertina è stata dipinta da una mia amica, Ivana Vitali, insegnante di visiva, e poi assemblata dal grafico Domenico Cusano.

Per la copertina del mio album volevo qualche cosa di particolare, che mi rappresentasse, evitando di cadere nei soliti cliché del tipico faccione da rapper stampato sul disco.

L’idea è stata quella di far collaborare varie forme d’arte, musica e pittura, insieme. Questa collaborazione ha dato più autenticità al disco.

- Qual è il messaggio che vorresti trasmettere ai tuoi ascoltatori?

Più che un messaggio, con questo disco vorrei regalare alla gente dei momenti di evasione, di spensieratezza. È vero che ogni canzone ha il suo tema, più o meno profondo, ma nell’insieme l’atmosfera che si crea deve dare un senso di libertà, come una boccata d’aria fresca.

- Hai mai pensato ad una dimensione ideale in cui ascoltare il tuo disco?

Beh, ti rispondo così, quando voglio ascoltare un disco, mi metto le cuffie, mi sdraio sul letto, chiudo gli occhi e mi lascio trasportare dalla musica. La dimensione perfetta te la crei tu.

- La traccia 13 è in featuring con i Labatoir. Parlaci del vostro gruppo, dei vostri progetti in corso, obiettivi e sogni.

La traccia 13, l’ultima del disco, propone la nuova formazione dei Labatoir. Dato che un membro del gruppo ha abbandonato, ci siamo ritrovati un po’ in stallo e di conseguenza abbiamo dovuto riorganizzarci per adattarci alla nuova situazione. Questo pezzo rilancia i nuovi Labatoir. Prossimamente uscirà un nuovo disco, che però sarà ancora con la vecchia formazione e di conseguenza tanti pezzi non potranno essere proposti in live. Gli obiettivi futuri sono la realizzazione di un disco Labatoir (nuova formazione)… di più non posso dire, lascio la sorpresa agli ascoltatori.

- Rafal e il francese, la lingua nella quale rappi e ti esprimi alla perfezione. Che ruolo ha nella tua vita?

Io sono bilingue, francese e italiano. I miei genitori sono di Losanna, ma io sono nato in Ticino. A casa ho però sempre parlato francese.

È la lingua nella quale mi esprimo quando faccio musica. Fa parte delle mie origini e di conseguenza per me è molto importante. Anche se vivo in Ticino e non ho spesso l’occasione di parlare francese, cerco di mantenere la lingua, il lessico, leggendo molto.

- Vivi e ti esibisci in Ticino. Non credi che il fatto di non cantare in italiano possa in un qualche modo influenzare il numero di ascoltatori e fans?

Chiaramente il fattore della lingua può essere una lama a doppio taglio, ma non credo sia un vero e proprio problema. Tanti ascoltano rap americano senza capire l’inglese, dunque il fattore lingua è relativo. È chiaro che nel rap, il testo ha molto valore, ma dato che si tratta di musica non ascolti solo quello, ma tutto l’insieme.

- L’album da solista è uscito da pochissimo, ti si vedrà presto in tournée?

Mi esibirò il 28 di maggio al bar Festival a Locarno, per la serata ufficiale di presentazione dell’album. Con il gruppo stiamo organizzando altre date che verranno man mano comunicate sulle rispettive pagine di Facebook.

- Qual è la tua maggiore fonte di ispirazione?

La vita di tutti i giorni. Osservo, ascolto, rifletto, comunico con le persone, leggo e questo mi dà spunto per la mia musica.

- Vedo che hai molto gusto nel vestire, quanto conta lo stile nell’abbigliamento nella tua quotidianità?

Mi piace vestirmi bene, comodo, ma non ho un’ossessione per l’abbigliamento.

- Rafal tra 5 anni, sogni e aspettative?

Beh, di sogni nel cassetto ne ho parecchi, ma sono un po’ possessivo e preferisco non svelarli. Aspettative ce ne sono, ma dipendono solo da me, siamo noi i padroni del nostro destino.

Ti lascio con questa frase: Senza sogni è una vita vuota.

www.labatoir.com

Facebook: rafal.twoseven

Rafal27

YouTube: RAFAL27 L’Artiste

Album disponibile su iTunes e presso La Mecca Shop (Balerna), Streetdreams (Lugano), Sofresh Shop (Bellinzona), Pinguis (Bellinzona), Soldini musica (Locarno).

Contatto TalenTI: [email protected]

Facebook: TalenTI / TicinoNews

 

Sharon Boffa | 9 mag 2016 05:30

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