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Batterista ticinese lancia un marchio di percussioni etniche

Oggi su TalenTI Omar Mariani da Giornico, drummer dei "The Furious Flames" e... anche un po' imprenditore

Omar Mariani, classe 1979, di Giornico, batterista, percussionista e… anche un po’ imprenditore.

Inizia all’età di 4 anni suonando (come mascotte) nella guggen del Carnevale di paese, esperienza che fa nascere in lui una passione per la musica e per il ritmo che continua fino ad’oggi.

Omar è uno dei quattro membri dei “Those Furious Flames”, una band nata 13 anni fa in Ticino, ma che non conosce confini: la forza della loro duratura unione sono infatti le numerose richieste di esibizioni live a livello internazionale. Un gruppo, il loro, in continua crescita, che vede come produttore e guest dell’ultimo album “Oniricon” Ian Peres, il bassista e tastierista degli australiani “Wolfmother”.

E gli strumenti etnici? L’amore per il tank drum è nato a primo ascolto solo di recente, ma ha travolto Omar con un impeto tale da portarlo a voler costruire lui stesso questo tipo di “strumenti idiofoni a percussione diretta”. Da pochi mesi è nato infatti il suo marchio “Doctor Tank” sotto al quale riutilizza vecchie bombole di gas per creare sculture sonore dal suono intenso e meravigliosamente coinvolgente.

Vale la pena sentirlo dal vivo!

Come ti sei avvicinato alla batteria? E cosa ti ha portato ad intraprendere la strada dell’autodidatta?

Il mio percorso verso le percussioni è iniziato da molto giovane. Ho iniziato a suonare delle piccole percussioncine già all’eta di 4 anni… durante il Carnevale ero la mascotte della guggen di Giornico, paese in cui sono nato. E da qui è iniziata la mia passione per il ritmo e per la musica in generale.
Autodidatta (anche se qualche piccola lezioncina l’ho presa anch’io, avendo militato per un breve periodo in una filarmonica) perché ho sempre interpretato la musica a modo mio, e quindi ho imparato ad essere un musicista istintivo e poco tecnico, con i suoi pro ed i suoi contro.
Arrivato ad oggi, però, mi rendo conto che per avanzare nel cammino avrò probabilmente bisogno di una mano…

Quali sono i batteristi che maggiormente hanno influenzato il tuo stile?

Ehhhh… bella domanda questa. Negli anni sono passato da molti generi ed influenze, iniziando dal Blues, pasando poi al Punk, al Crossover, all’Hardcore, al Funky, alla World music e al Rock… insomma, una macedonia di stili… per cui, non ho dei batteristi specifici che mi hanno influenzato o che cerco di emulare, anche se ti potrei comunque citare il sacrosanto John Bonham, su tutti…

Parlaci della tua band “Those Furious Flames”, dei membri che la compongono e della vostra filosofia.

Those Furious Flames è un progetto che ha piantato le radici nel 2003, dalle ceneri di due punk band attive all’epoca. Dopo alcune modifiche iniziali alla line up, la band ora è composta da Yari, alla voce, G.B. al basso, Yann Nick alla chitarra e Big Boss, che sarei io, alla batteria e alle percussioni.
In questi anni abbiamo avuto la fortuna di poter portare la nostra musica oltre il suolo nazionale, toccando diversi paesi europei e non, a volte supportando bands di un certo spessore, a volte in avanscoperta…ed è stato proprio l’esibirci live il motivo per cui la famiglia TFF continua a rimanere unita negli anni.
Dopo qualche pubblicazione passata, abbiamo avuto la fortuna di avere Ian Peres, bassista e tastierista degli australiani Wolfmother, come produttore e guest del nostro ultimo album, Oniricon. È stata un’occasione di crescita importante per tutta la band, una nuova ventata di energia a livello singolare e d’insieme.
Ora stiamo lavorando a nuovo materiale…. Stay Tuned … (si dice così no?)

Quando è nata invece la tua passione per le percussioni etniche?

Diciamo che un po’ c’è sempre stata, ma è solo ultimamente sto scoprendo ed imparando il loro enorme potenziale.
Sono in piena fase di scoperta/studio/applicazione… e mi sa che ci resterò ancora per lungo tempo.

Cos’hai provato la prima volta che hai sentito l’intenso e travolgente suono dell’hang drum? E cos’hai pensato quando sei venuto a sapere che questo strumento era stato ideato proprio in Svizzera?

È stato amore a primo ascolto… sono rimasto rapito dall’armonia del suono, dalla versatilità dello strumento, dalla genialità della costruzione, dalla pace interna che mi dona… sono rimasto letteralmente estasiato da tutto ciò.

Poi quando ho scoperto che la PANArt, marchio inventore dell’hang hang originale, aveva sede a Berna, beh… è stata una bella sorpresa!

Questo strumento, sviluppato tra il 2000 e il 2001, ha creato una sorta di nuova ondata tra i giovani e i meno giovani da tutto il mondo, portando la richiesta ben al di sopra dell’offerta che poteva dare una piccola azienda, formata da due persone, come la PANart. Quindi altri artigiani si sono adoperati per cercare di riprodurre questa scultura sonora così particolare, dando vita a quello che nel settore viene chiamato handpan, praticamente una riproduzione dello strumento originale… e ce ne sono molti di ottima qualità.

Quando è nato il vostro gruppo di tank drum e percussioni “Soul Vibes Drums Duo”?

È un progetto recentissimo… nato da un incontro casuale.

Io e Fabio Pestoni, ci siamo conosciuti in Ticino in un music shop e, discutendo, abbiamo deciso di provare a mischiare le nostre influenze musicali, le sue più medio orientali, le mie più latine.

Da qui è nato un duo che comprende percussioni quali darbuka, djembe, cajon, udu drum e strumenti idiofoni a percussione diretta come hang e tank drum… ma con il tempo, a livello di strumenti, ci saranno nuove entrate sicuramente.

L’intesa tra me è Fabio è ancora da plasmare, ma ci stiamo incamminando per raggiungere un feeling perfetto... o almeno, ci proviamo!!!

Ricordi l’istante in cui hai deciso di creare il tuo marchio “Doctor Tank”?

Sì certo. A dire il vero non è proprio stato partorito dalla mia mente, ma mi è stato affibiato scherzosamente da una mia carissima amica, dopo un po’ di tempo che mi vedeva tagliare bombole del gas. I miei tank drum sono ispirati all’idea originale di Dennis Havlena (che nel 2007 creò, intagliando un serbatoio di 20 libre di propano, uno strumento ispirato all’hang drum), ma dal timbro completamente differente. Inizio lavorando i due “emisferi” della bombola in modo da creare, mediante il taglio del metallo, dei settori che riproducono le note e creando in questo modo la scala musicale dello strumento. La bombola viene poi ridotta di volume, eliminando parte del fusto, e i due emisferi vengono saldati insieme per ottenere una cassa armonica e un volume dello strumento, in termini di spazio, più ridotto. Le rifiniture finali invece, garantiscono la protezione dall’ossidazione nel tempo, parte anch’essa molto importante. Questa tipologia di strumenti viene attualmente molto usata per la meditazione e per le terapie olistiche, oltre che per il rilassamento individuale.

I tuoi strumenti, oltre ad essere Made in Switzerland, sono anche 100% ecosostenibili. Spiegaci perché.

Sono creati con bombole del gas, la maggior parte delle quali, senza più la documentazione necessaria per il ritiro e il recupero del deposito.
Io le ritiro e ne creo degli strumenti, separando gli scarti e smaltendoli nella dovuta maniera. Non risolvo di sicuro il problema ambientale… ma nel mio piccolo, cerco almeno di non incrementarlo ulteriormente.

Cosa pensi della vibrazione del suono prodotto dalle percussioni etniche?

Beh, che dire... il suono è vibrazione, la vibrazione è frequenza, la frequenza è vita… non serve dire di più.

Dove e/o come è possibile imparare a suonare un tank drum?

Non ci sono scuole di tank drum, come non ce ne sono per hang o handpan. È un terreno libero, dove ognuno apporta le sue conoscenze e le trasporta sullo strumento… sono strumenti per la libera espressione personale.
Si può imparare ascoltando e riascoltando chi già si destreggia, chiedendo consigli ad altri players, arrangiando basi ritmiche adattandole… insomma, le vie sono molte.
… si, anche Youtube può dare una mano 

Prima di conclundere, vorrei sapere di che cosa tratta esattamente il tuo ultimo progetto “Liquid light show”…

Allora, tengo a precisare che è un progetto che ho assieme ad altri amici… faccio infatti parte del Vinyl Sound & Liquid Show Club, nato per creare serate di gusto retrò 60/70’s , fatte di tanto vinile, wild party come se non ci fosse un domani e liquid light show psichedelici al punto giusto, per dare una botta di colore alla notte infuocata.
Il Club è formato da 4 persone, con due compiti separati… io e Teo ci occupiamo appunto dei visuals, mentre Gianni ed Henry si occupano del vinile.
Spiegare come si fa un liquid light show non è semplice, si ha a che fare con retroproiettori, lavagne luminose, acqua, olii di vario tipo, colori cristallini e altre sostanze… ma l’effetto finale, miscelato alla musica giusta, vale lo sforzo di dover ripulire tutto a fine serata.

Suoni la batteria in una band e il tank drum in un duo, hai iniziato a creare strumenti e fondato il tuo marchio, ti occupi di visual e sei co-ideatore di uno show. Ti ritieni soddisfatto o hai ulteriori progetti in fase di realizzazione?

Soddisfatto? Mai… sono sempre molto autocritico e pronto alle nuove esperienze. I progetti ci sono, ma è ancora troppo presto per anticipare… magari, se tutto andrà per il verso giusto, ci ritroveremo ancora qui a parlarne?
Staremo a vedere :-)

Sito Doctor Tank : www.doctortankswiss.jimdo.com

Pagina Facebook: Doctor Tank

Sito Those Furious Flames

Pagina Facebook: Those Furious Flames

Pagina Facebook: Big Boss Drummer

Pagina Facebook: Soul Vibes Drums Duo

Pagina Facebook: Vinil Sound & Liquid Show Club (https://www.facebook.com/Vinyl-Sound-Liquid-Show-Club-447531112099209/?fref=ts)

Contatto TalenTI: [email protected]

Facebook: TalenTI / TicinoNews

 

Sharon Boffa | 21 mar 2016 05:20

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