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Kenny Ground, da 16 anni il re della House ticinese

Su TalenTI scopriamo Giuseppe Lombardo, un bellinzonese dalle molteplici attività...

Sugli scaffali del bellinzonese Kenny Ground ci sono più di 10'000 vinili, ognuno dei quali forma un pezzo di storia della sua carriera musicale iniziata nel lontano 1996.
Perfezionista e non troppo estroverso, ma tanto ambizioso da unire alla sua passione per la movida notturna e la produzione musicale un tocco di imprenditorialità. Giuseppe, oltre ad essere sin dagli inizi il DJ di punta delle notti ticinesi, ha aperto e gestito due importanti club, creando concetti innovativi che gli hanno permesso di coinvolgere un grandissimo numero di clubbers provenienti anche dalla vicina Italia e da oltre Gottardo. Sotto al suo nome troviamo infatti i locali “Studio54” di Bellinzona e “La Fabrique” di Castione. Ma… ma non è tutto, inaccontentabile e mosso dal desiderio di arricchire la cultura musicale del nostro Cantone, Kenny Ground per alcuni anni è riuscito a tenere in vita il suo negozio di vinili “Deejayfactory” di S. Antonino.

È tutto? No. Con più di 160 tracce stampate su importanti label estere, nel 2009 ha deciso, assieme all’amico e artista Dave Martins, di fondare l’etichetta discografica Southpark Records, progetto che sta andando a gonfie vele e che vede pubblicate già 90 releases e la presenza di artisti di calibro mondiale.

E anche il suo ultimo EP “Smoking Beat” (Playmobil Records) dopo poche settimane dalla sua uscita sta già riscuotendo enorme successo, occupando i primi posti di importanti top 100.
Dunque, è proprio vero che, come ha scritto l’americano Robert Half “La perseveranza è ciò che rende l’impossibile possibile, il possibile probabile, e il probabile certo”.
Complimenti!!!

• Come ti sei innamorato della musica?

Mah.... questa è proprio una bella domanda! Credo di aver avuto sempre la musica dentro, fin da molto giovane portavo sempre con le cuffiette per ascoltare musica ovunque. Iniziai dal Rap italiano, l'Hip Hop americano per poi scoprire la House Music verso i miei 14/15 anni. Da lì incominciai ad apprendere l'arte del DJ che tutt'ora porto avanti.

• Potresti ripercorrere brevemente le principali tappe della tua carriera artistica?

Dai 15 ai 18 anni rimasi nell'ombra a studiare e a perfezionare la mia arte, una gavetta lunga quasi 4 anni che mi portò però appena maggiorenne a mettere musica nella più grande discoteca ticinese: l'Alcatraz di Riazzino. Da quel momento incominciò tutto.
Nel corso di quegli anni mi esibii in tutti i locali del nostro Cantone e in alcuni oltre Gottardo e oltre confine. Verso il 2003/2004 fui il DJ di punta del locale “Seven Club” di Gordola e del gruppo Enjoy, che attualmente detiene la gestione delle più grandi discoteche ticinesi e dei migliori eventi della regione. Nel 2006 io e 4 soci aprimmo il locale storico “La Fabrique” di Castione che si trova tutt'ora al centro della Nightlife ticinese. Sempre nel 2006, insieme ad un mio caro amico, aprii un negozio di vinili a S. Antonino, il “Deejayfactory”, e nel 2007 creai il locale notturno “Studio54” a Bellinzona insieme a mio fratello, storico locale underground della capitale che gestimmo fino al 2009.
Queste sono alcune delle tappe importanti della mia carriera professionale. La mia prima uscita discografica risale al 2009 sull'etichetta di nostra produzione “Enjoy Music”.

• Da dove trai l’ispirazione per produrre? E quanto è importante per te la conoscenza tecnica nel processo di creazione musicale?

La conoscenza tecnica è alla base di tutto il mio discreto successo. Ho frequentato il corso di “Tecnico del Suono” al SAE Institute di Milano per 2 anni, tutto quello che ho imparato in quegli anni me lo porto tutt'ora dietro in studio mentre compongo e mentre creo e sviluppo nuove idee per le mie performance. Quando produco una nuova traccia parto sempre da un suono che ho sentito in precedenza. Quando amo un suono o un campione appena registrato parto in quinta e cerco di creare una storia attorno a questi primi elementi. L'arrangiamento poi è fondamentale, creare una canzone è come scrivere un libro, una storia. Deve avere un inizio e una fine e deve produrre emozioni al lettore tanto da non farlo smettere di leggere. Quando ascolti nel corso degli anni una montagna di musica poi queste cose ti vengono naturali... diciamo che ricrei delle situazioni che già conosci e che già hai ascoltato e le adatti ai giorni nostri e all'idea che stai avendo in quel momento.

• Che tipo di musica produci? C’è un artista in particolare che ha lasciato un’impronta nella tua formazione?

Di base io produco House Music. Non ho mai prodotto altro genere. Al giorno d'oggi la House Music è ricca di sfaccettature di ogni tipo e per questo esistono tutti dei sottogeneri che servono poi anche agli “store” per vendere musica ed indirizzare il cliente verso il genere che più ama. In particolare il mio vero stile musicale è la Garage House con un’influenza molto Tech House. Potrei citare come artista di riferimento Hector Couto.

• Qual è il progetto musicale che ti ha dato maggior soddisfazione?

In generale sono soddisfatto di tutto ciò che ho creato, sia nel campo della produzione musicale, sia nel mio percorso con le discoteche e con le etichette discografiche.
Se vogliamo rimanere nel campo delle produzioni, i miei migliori dischi li ho prodotti con l' etichetta greca “Playmobil” e l'italiana “Deeperfect”. Due etichette che sono tutt'ora al top in questo settore. Ho raggiunto delle ottime posizioni nelle chart con i dischi usciti sotto queste etichette.

• Quanto è importante promuovere la propria musica oggi? Quali sono i canali che utilizzi per farti conoscere?

Secondo me cercare di promuovere la propria musica da soli in questo settore è davvero difficile. Sono troppi i canali online dove questi generi vengono presi in considerazione. Se un produttore dovesse star dietro a tutti questi canali finirebbe per passare più tempo davanti al pc per cercare di ottenere un po’ di visibilità e perderebbe il focus in studio. Io lascio fare la promozione alle etichette discografiche. La cosa importante rimane sempre lo studio. È lì che bisogna puntare, quando la tua musica è buona il resto vien da sé.

• Studio o club, qual è la parte del tuo lavoro che preferisci?

Posso dire 50/50? Amo stare in studio quanto amo fare le mie performance in discoteca. Negli ultimi anni le due cose sono molto correlate fra loro, in studio creo la mia musica e ho bisogno poi del club per capire come suonano le mie tracce e che impatto hanno sul pubblico.

• E che rapporto hai con il tuo pubblico? In che modo riesci a coinvolgerlo quando ti esibisci?

Devo essere sincero, solitamente sono molto concentrato quando faccio il DJ. Quasi tutta la mia attenzione è rivolta alla mia apparecchiatura e al modo in cui suono. Coinvolgo il mio pubblico grazie alla musica e non grazie all'immagine. Diciamo che non sono un tipo molto estroverso.

• Kenny Ground ha una sequenza infinita di serate… è dura tenere il ritmo?

Assolutamente no! Alle nostre latitudini le serate si svolgono prevalentemente di venerdì e sabato con qualche eccezione sul giovedì. Di conseguenza non posso definirla come un'attività dura e pesante. Sinceramente non vedo l'ora del week-end (come tutti del resto).

• Pochi mesi fa il rinomato DJ Sneak ha affermato che “if you’ve never touched a piece of vinyl in your life, you’re not a DJ” (“se non hai mai toccato un vinile, non sei un DJ”). La tua opinione a riguardo?

Ma secondo me è solo una questione puramente tecnica. Io ho suonato con i vinili per oltre 10 anni e possiedo più di 10’000 vinili che oramai non uso più essendo passato all'era digitale. Il fatto che uno non abbia mai toccato un giradischi non vuol dire che la sua performance non possa essere esplosiva più di uno che suona con i vinili. Se il concetto di DJ Sneak voleva intendere che se ti sei perso l'era in cui si suonava con i vinili ti sei perso qualcosa che non potrai mai apprendere allora sì, su questo gli do ragione. Conoscere la tecnica analogica è un grande tassello che si ripercuote sulle performance dei giorni d'oggi nell'era digitale.

Parlaci dell’etichetta discografica Southpark Records, di come è nata, delle releases e della sua importanza nella tua carriera di DJ e produttore.

La “Southpark Records” nasce nel 2009 dall'idea mia e del mio carissimo amico Dave Martins. È e rimarrà per sempre la mia prima vera esperienza nel campo della discografia. Insieme a lui nasce l'idea di una piattaforma dove poter pubblicare la nostra musica senza intermediari o persone che in un qualche modo giudicano i tuoi lavori. Quando apri un'etichetta discografica gli unici a giudicare il tuo lavoro sono gli acquirenti finali della tua musica, di conseguenza hai una visione maggiore su cosa stai facendo e su cosa funziona veramente. Nel corso di questi 6 anni abbiamo pubblicato più di 90 releases e abbiamo potuto avere l'onore di avere a bordo artisti del calibro di Hector Couto, Wally Lopez, NTFO e molti altri.

Ho notato che sul tuo profilo SoundCloud molte tracce sono stampate sotto l’etichetta discografica Playmobil - Material Series…

Sì, come accennavo prima l'etichetta Playmobil ha giocato un ottimo ruolo nella mia discografia. Playmobil è una “sub-label” della famosa etichetta madre “Material” che rimane una delle etichette più in vista nel famoso sito Resident Advisor che ogni anno stila la classifica di artisti, etichette e club più famosi nel globo. Ho prodotto due EP con Playmobil per un totale di 6 tracce, una bella soddisfazione!

Parlaci del riscontro ottenuto con il tuo ultimo EP “Smoking Beat” uscito sotto la label Playmobil Records a febbraio 2016.

L'EP è uscito da poco e sto avendo un sacco di riscontri positivi da molti artisti internazionali che hanno messo nelle proprie classifiche una delle 3 tracce uscite. “Sparks”, una di queste, è attualmente #14 nella top 100 del famoso online store “Traxsource”. Sono molto contento, anche perché penso che la scalata non sia ancora finita.

• Il prossimo 14 maggio suonerai a Zurigo b2b con Ivan Alvarez alla serata che ospiterà il leggendario DJ/producer Solomun. Cosa significa per te?

Ogni volta che mi capita di poter suonare in eventi con artisti di questo calibro sono molto soddisfatto, non tanto perché magari potrei conoscere l'artista, ma piú che altro per il fatto che se riesco ad essere in certe posizioni vuol dire che la direzione è quella giusta. Credo che in Svizzera ci siano pochissimi artisti che hanno stampato tanto materiale discografico quanto me, parliamo di circa 160 tracce in 6 anni. Questo aiuta ad essere conosciuto e quindi a poter partecipare a certi eventi.

La tua opinione sulla scena della musica elettronica ticinese?

La trovo abbastanza ridotta sinceramente, viviamo in un luogo dove la tendenza di massa proviene dall'Italia e quindi da uno degli ultimi paesi in fatto di creazione di tendenze. In poche parole seguiamo le tendenze, non le creiamo. Quindi risulta difficile emergere. Per fortuna abbiamo nel nostro piccolo qualche discoteca che possiede più sale e che riesce ad avere un'occhio su diversi generi e a mantenerli vivi. Purtroppo però queste grandi discoteche riescono a vivere solo per un giorno a settimana, e qui ritorno a dire che la situazione è abbastanza riduttiva.

Chiudiamo con la domanda di rito: progetti, collaborazioni e sogni di Kenny Ground?

Attualmente gestisco più di un'etichetta discografica, questo per me è già un ottimo obiettivo raggiunto. Per il futuro tutta la mia concentrazione è sulla discografia che poi di conseguenza porta ad essere chiamato oltre confine per delle performance come DJ.

Come tutti i miei colleghi il sogno è di vivere di questo, ci vorrà un po’ di tempo, ma la strada è quella giusta. Quindi musica, musica e ancora musica.... niente di meglio!

www.kennyground.com
www.southparkrecords.com
Facebook: kenny Ground

Contatto TalenTI: [email protected]
Facebook: TalenTI / TicinoNews

 

Sharon Boffa | 23 feb 2016 05:35

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