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Il chirurgo plastico ticinese che incanta con il bisturi

Su TalenTI il giovane chirurgo plastico ticinese Martino Meoli, da poco indipendente presso la Clinica Bronz di Lugano

Martino Meoli è da pochi mesi rientrato in Ticino per iniziare a lavorare come chirurgo plastico indipendente presso la rinomata Clinica Giorgio Bronz di Lugano. Classe 1982, di Avegno, Martino dopo la maturità liceale ha iniziato il suo percorso per raggiungere l’obiettivo che si era imposto sin da piccolo: diventare medico per aiutare il prossimo.

Studia medicina e si specializza in chirurgia plastica ricostruttiva ed estetica, affascinato dalla precisione con cui gli interventi di microchirurgia devono essere svolti.

Il suo carattere ambizioso e determinato, e la sua sete di sapere l’hanno portato ad ambire a risultati sempre più vicini alla perfezione. È proprio per questo motivo che il Dr. Meoli vanta di una pluriennale esperienza in cliniche svizzere ed estere dove ha lavorato spalla a spalla con alcuni dei migliori chirurghi al mondo.
Innamorato del suo lavoro, Martino Meoli sente di avere le prerogative necessarie per essere il “chirurgo giusto” per tutte quelle persone che desiderano affrontare un intervento di chirurgia plastica ricostruttiva od estetica.

Complimenti al nostro giovanissimo chirurgo plastico, ed un grandissimo in bocca al lupo per l’inizio della carriera in Ticino!

Il momento in cui hai capito che volevi diventare un chirurgo plastico?

Già da bambino volevo fare il medico, mi è sempre piaciuto il fatto di poter aiutare il prossimo. Durante gli studi di medicina ho avuto la fortuna di poter assistere ad una ricostruzione microchirurgica del seno in una paziente che aveva avuto un tumore. L’estrema precisione necessaria per il successo dell’operazione ed il risultato postoperatorio mi hanno impressionato. Da quel momento il mio interesse per questo ramo della medicina è stato un continuo crescendo. La chirurgia plastica comprende quattro grandi pilastri: la chirurgia ricostruttiva, la chirurgia delle ustioni, la chirurgia estetica e la chirurgia della mano. È quindi un campo molto vasto che si estende dalla testa ai piedi ed è una chirurgia il cui risultato si vede praticamente subito. Tutti questi fattori mi affascinano e mi hanno motivato ad imparare questo stupendo mestiere!

È un mese esatto che hai iniziato a lavorare come chirurgo indipendente presso la Clinica Giorgio Bronz di Lugano. Che percorso hai intrapreso prima di rientrare in Ticino?

Ho svolto gli studi di Medicina presso l’Università di Zurigo. In seguito ho concluso un Master in Medicina Biologica presso l’Università di Zurigo e Berna, conseguendo anche il mio titolo di Dottore. Ho fatto la formazione di chirurgia generale al Tiefenauspital di Berna e la formazione di Chirurgia Plastica, Ricostruttiva ed Estetica all’Ospedale di San Gallo. Successivamente sono stato capo clinica presso la Clinica Universitaria di Chirurgia Plastica dell’Inselspital di Berna.
Ho inoltre eseguito prolungati soggiorni presso rinomati chirurghi plastici all’estero tra cui il Dr. Ramtin Kassir (New York,USA), il Dr. Kai Kaye (Marbella, Spagna), il Dr. Walther Jungwirth (Salisburgo, Austria) e il Dr. Jean-Brice Duron (Parigi, Francia).

A cosa è dovuto il tuo interesse per la chirurgia plastica/ricostruttiva relativa al reimpianto di arti amputati?

Dopo gli studi di Medicina ho svolto il mio dottorato su un progetto di ricerca in chirurgia plastica sul reimpianto di arti amputati. Ho quindi potuto imparare e perfezionare la microchirurgia in laboratorio. In seguito a San Gallo ho eseguito moltissimi interventi di chirurgia della mano; durante i picchetti il reimpianto di dita o arti amputati era quasi all’ordine del giorno...

Stare ore ed ore al microscopio mantenendo alta la concentrazione e lavorare con estrema precisione è qualcosa che mi appassiona da sempre e che mi permette di raggiungere ottimi risultati.

Quali sono le differenze sostanziali tra la chirurgia plastica ricostruttiva e quella estetica?

La chirurgia ricostruttiva e la chirurgia estetica vanno a braccetto. Infatti per conseguire il titolo di specialista in Svizzera si ottiene una solida formazione in entrambe le discipline. La chirurgia ricostruttiva, come lo dice la parola, ricostruisce le parti del corpo lese dopo tumori, traumi o incidenti. Vi è, ad esempio, la ricostruzione del seno dopo un cancro, la ricostruzione dopo l’asportazione di un tumore in viso o il reimpianto di un arto amputato.
La chirurgia estetica si occupa invece della correzione di inestetismi, serve infatti a migliorare l’aspetto di un organo già presente. Tra gli interventi più comuni vi sono l’aumento del seno, la rinoplastica e il lifting del viso. È una chirurgia elettiva, proprio perché le operazioni non sono urgenze e non devono necessariamente venire eseguite entro un limite di tempo.

Si potrebbe quindi dire che la chirurgia estetica è sempre possibile, ma spesso non necessaria…

Nel mio mestiere l’aspetto psicologico gioca un ruolo fondamentale, riuscire a capire le motivazioni dei pazienti è di fondamentale importanza. Certo, si può sempre argomentare che una ragazza giovane e bella con un seno piccolo non ha necessariamente bisogno di un aumento del seno. Ma chi siamo noi per giudicare se questo è effettivamente un problema per la ragazza? Come facciamo noi dall’esterno a valutare se e quanto la ragazza è turbata psicologicamente da questo problema? Se una ragazza si prende la briga di venire da me in studio per fare una consultazione sull’aumento del seno, io lo interpreto come un chiaro segno che il problema c’è ed è mio compito prenderlo sul serio.

Un intervento di chirurgia plastica di cui si sente poco parlare, ma che è molto richiesto?

Forse la labioplastica, che consiste nella riduzione delle piccole labbra vaginali laddove col tempo o a causa di gravidanza e parto si sono rilassate, aumentate di volume oppure sono asimmetriche. Questo problema può essere congenito oppure peggiorare con l’invecchiamento. L’ipertrofia delle piccole labbra può causare disagio fisico, come lo sfregamento durante le attività sportive, oppure psicologico. Con un piccolo intervento si può tranquillamente risolvere questo disagio.

Quanta importanza ha il colloquio preoperatorio nella preparazione psicofisica all’intervento? E quali sono i tuoi consigli per una corretta gestione del postoperatorio?

Il colloquio preoperatorio è un tassello importantissimo nel processo di un’operazione estetica. Serve a me per capire le motivazioni, i pensieri e le aspettative del paziente. Inoltre è anche molto importante per il paziente per capire se vi è “feeling” con il chirurgo, dettaglio fondamentale per la riuscita di un intervento!
La gestione del postoperatorio dipende dall’intervento e dalla tecnica usata. La cosa migliore è quindi attenersi a ciò che consiglia il chirurgo e fare tutte le domande necessarie per comprendere il trattamento.
Quando lavoravo a Berna mi è capitato di ricevere pazienti che, per questioni di costi inferiori, si erano recati all’estero per sottoporsi ad un intervento chirurgico. Stavano via solo qualche giorno e tornavano subito dopo l’operazione. Spesso riuscivano a vedere il chirurgo unicamente in sala operatoria e qualche minuto prima di essere dimessi, e rientravano così in Svizzera con moltissime domande a cui nessuno aveva risposto proprio perché non vi era mai stato un vero colloquio preoperatorio e nemmeno qualcuno che li seguisse dopo l’operazione. Era purtroppo solo a quel momento che si rendevano conto dell’importanza di essere seguiti da un chirurgo nelle vicinanze.

In che modo si deve preparare a livello psicologico un paziente che subirà un intervento di rinoplastica? Credo sia uno degli interventi chirurgici che più modificano l’aspetto di una persona…

I pazienti che si rivolgono a me per una rinoplastica vengono preparati con una consultazione preoperatoria simile a quella che precede altre operazioni. In questa consultazione mi interessa conoscere la motivazione della loro richiesta, da quanto tempo ci pensano e cosa esattamente li disturba. In questo specifico caso, utilizziamo un apposito programma di computer grazie al quale è possibile simulare il risultato dopo l’operazione, cosa molto apprezzata dai pazienti perché possono farsi un’idea del cambiamento. Trovo comunque curioso quando alcuni di loro dopo l’intervento di rinoplastica mi dicono che la gente non riesce a capire a cosa sia dovuto il cambiamento, e che cerchino di attribuirlo ad una diversa montatura d’occhiali, a un trucco differente o ad un nuovo taglio di capelli.

Ti è mai capitato di avere a che fare con pazienti che vogliono assomigliare a un personaggio del mondo dello spettacolo? O che richiedono uno specifico intervento per avere una determinata parte del corpo come uno di loro?

Certo, ogni tanto capita. Se i pazienti mi portano delle immagini come base di discussione non ho nulla in contrario. Se sono però decisi ad assomigliare a quella particolare persona, mi prendo il tempo per spiegare che comunque la natura ci fa unici e l’anatomia è sempre diversa. Non è quindi possibile, con nessuna operazione, assomigliare a qualcun d’altro. Semplicemente con la chirurgia estetica si può raggiungere una versione migliore di quello che si ha già.

Pensi dunque che la chirurgia estetica possa aiutare i pazienti anche a livello psicologico? Cosa rispondi a chi viene da te sperando di cambiare radicalmente la propria immagine e, di conseguenza, la propria vita?

Sono stati fatti molti studi su questo tema. È stato dimostrato che dopo un’operazione i pazienti guadagnano molto in autostima, ed essendo più sicuri di sé riescono a raggiungere migliori risultati sia in ambito lavorativo che personale. Di questo ne sono convinto anch’io. È chiaro che con un’operazione non si può cambiare radicalmente la propria vita: solo con la chirurgia estetica non è possibile salvare un matrimonio o diventare direttore di una grande azienda.

Qual è la richiesta più assurda che hai ricevuto?

Per fortuna, fino ad oggi, non mi è capitata nessuna richiesta troppo assurda! Capita però, ogni tanto, di dover rifiutare un intervento.

E per quali motivi un chirurgo plastico dovrebbe rifiutare un intervento richiesto?

Ogni qual volta capisco che il paziente ha aspettative non realistiche e non vi è verso di farglielo capire, io mi rifiuto di operare. Come nel caso di una donna di 50 anni che con un’operazione vuole avere il viso che aveva a 20 anni. Se invece mi dice che ciò che desidera è un aspetto un po’ più giovanile e fresco, ecco che è una buona candidata.
Un altro motivo di un mio rifiuto è quando, a mio parere, l’operazione non è necessaria. Il problema è che se una ragazza giovane viene da me per un aumento del seno e io trovo che lei non ne avrebbe bisogno o che non sarebbe opportuno per la sua costituzione appena esce dal mio studio cosa farà? Molto probabilmente si metterà alla ricerca di un chirurgo fino a quando non ne troverà uno disposto ad operarla, magari anche ad un prezzo inferiore o senza la formazione e l’etica che ho io. Quindi ogni tanto mi chiedo: non è meglio fare un compromesso ed operare ugualmente, ma con la certezza di avere un buon risultato? Non serve dire quanto questa decisione sia spesso tutt’altro che facile.

Qual è il miglior momento dell’anno in cui eseguire gli interventi di chirurgia plastica?

Le operazioni di chirurgia plastica si possono fare tutto l’anno. Non c’è un periodo che si addice di più a certe operazioni. Ad eccezione forse della liposuzione, intervento che sconsiglio durante i periodi di caldo torrido siccome, dopo l’operazione, faccio mettere appositi indumenti di compressione. Oggigiorno abbiamo però la fortuna di trovare aria condizionata quasi ovunque… quindi anche questo dettaglio non presenta più grandi problemi.

Durante e dopo la tua formazione come chirurgo plastico hai partecipato a numerosi convegni nazionali ed internazionali. Avendo viaggiato moltissimo, qual è secondo la tua esperienza il paese più all’avanguardia nel campo della chirurgia plastica ricostruttiva e, rispettivamente, estetica?

Con lo scambio di informazioni e la possibilità di girare il mondo ed imparare tecniche nuove e/o diverse ho notato che il livello della chirurgia plastica è alto in tutti i maggiori paesi del mondo. Costante è però il fatto che i migliori chirurghi plastici sono quelli che hanno seguito una vera e propria formazione in questo campo e non quella fascia di medici che col tempo ha deciso di darsi anche alla chirurgia plastica solo perché lucrativa, imparando poche tecniche durante un corso o leggendo un libro...

E con quale dei rinomati chirurghi plastici con cui hai lavorato tra Stati Uniti, Spagna, Austria e Francia hai sentito maggior affinità?

Negli Stati Uniti ho lavorato a New York con il Dr. Ramtin Kassir; in Spagna a Marbella con il Dr. Kai Kaye; in Austria a Salisburgo dal Dr. Walther Jungwirth e in Francia a Parigi dal Dr. Jean-Brice Duron. Operando quotidianamente spalla a spalla si è instaurato un rapporto di amicizia con ognuno di loro. Sono ottimi chirurghi dai quali ho potuto imparare e perfezionare l’arte della chirurgia estetica. Il Dr. Kassir, con cui ho passato più tempo, mi ha impressionato per la sua estrema precisione e per il riguardo e la gentilezza che aveva per i suoi pazienti. È probabilmente anche il fatto che siamo molto simili a legarci in un rapporto così stretto.

Che cosa rispondi quando ti dicono che “oggi la chirurgia estetica è un business di incredibile attualità”?

È vero, negli ultimi anni il numero di operazioni estetiche è aumentato notevolmente e continuerà in questa direzione anche nei prossimi anni. Leggevo proprio l’altro giorno sul TagesAnzeiger che la Svizzera figura al secondo posto mondiale nella classifica di operazioni estetiche per abitanti: quasi 7 operazioni per 1000 abitanti! Solo in Brasile vengono eseguite più operazioni. Sono quindi d’accordo: la chirurgia estetica è un business di incredibile attualità.

Questo comporta però anche dei rischi. Sempre più medici, spesso senza la necessaria formazione e specializzazione, vogliono tagliarsi una fetta di questo mercato. È quindi importante sensibilizzare la popolazione a farsi consigliare e trattare solo da specialisti. Analogamente penso che non ci sia una paziente che si faccia fare una visita ginecologica da un ortopedico o un paziente che si lasci operare di appendicite dal medico di famiglia. La stessa cosa vale quindi per la chirurgia plastica! Per quanto riguarda il Canton Ticino è possibile consultare il sito della Società Svizzera di Chirurgia Plastica, Ricostruttiva ed Estetica (www.plasticsurgery.ch) per sapere se il chirurgo è membro di questa Società, che significa quindi che la sua formazione è stata controllata e che vige un obbligo di partecipazione a continui corsi di aggiornamento.

Quali sono, a tuo parere, le caratteristiche più importanti che deve avere un chirurgo?

Prima di tutto deve amare il suo mestiere! Dettaglio importantissimo, ma non sufficiente a renderlo un buon chirurgo. È infatti indispensabile l’estrema precisione in tutto quello che si fa, unita a pazienza, sicurezza e tranquillità. E, non da meno, è di fondamentale importanza la formazione che il chirurgo plastico ha ottenuto.

Qual è la prossima formazione che ti piacerebbe seguire?

Ho la fortuna di poter lavorare per i prossimi due anni con il Dottor Giorgio Bronz, chirurgo di indiscusse capacità e fama internazionale. Pur avendo fatto la formazione in Svizzera e vari soggiorni prolungati all’estero so di poter ancora imparare tanto dalla sua infinita esperienza. Vedo quindi anche questo periodo come una sorta di formazione, o meglio di perfezionamento.

C’è una frase o motto che rispecchia la tua filosofia di lavoro?

“Good, better, best never let it rest. Until your good is better and your better best!”
Si tratta di una frase di San Girolamo ben nota e spesso citata. La frase è incredibilmente semplice, ma il messaggio è chiaro e diretto: dobbiamo sempre cercare di fare meglio di come noi di solito facciamo, migliorarci sempre di più. Questo pensiero mi accompagna da tanto tempo. Di natura sono molto preciso, ma non mi accontento di un risultato buono, cerco sempre di raggiungere risultati perfetti.

Sogni e aspettative di Martino Meoli?

Fedele alla frase che rispecchia la mia filosofia di lavoro, voglio migliorare ogni giorno in quello che faccio. Sia come persona, sia come chirurgo plastico, per poter sempre servire al meglio le mie pazienti ed i miei pazienti.

Cosa diresti alle persone che desiderano o sentono il bisogno di ricorrere alla chirurgia plastica? E perché il “chirurgo giusto” potresti essere tu?

Se qualcuno ci pensa già da un po’ di tempo ed ha il desiderio di ricorrere alla chirurgia plastica è giunto il momento di farsi consigliare. Per la riuscita dell’operazione e il raggiungimento dell’obiettivo è molto importante il rapporto che s’istaura tra il paziente e il medico. Se a pelle il rapporto è buono, le probabilità di riuscita sono maggiori. Come già detto, è anche estremamente importante verificare la formazione del chirurgo. Io ho avuto una solida formazione e per esperienza posso dire che i miei pazienti mi apprezzano come persona. Ho quindi le prerogative necessarie per essere il “chirurgo giusto”.

Contatto: http://www.clinicagiorgiobronz.ch
Facebook: https://www.facebook.com/drmeoli

Contatto TalenTI: sharon.boffa@ticinonews.ch

Facebook: TalenTI / TicinoNews

 

Sharon Boffa | 2 feb 2016 05:21

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