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“Scrivere, suonare e dipingere sono la stessa cosa”

Su TalenTI il ticinese poliedrico Loris Allemann, pittore, musicista, scrittore e redattore della rubrica “Luce Solida” di Ticino Management – Donna

Loris Allemann, classe 1978, è originario di Locarno e appassionato di arte a 360 gradi.

Dopo diversi anni d’introspezione, viaggi e creazione sente una grande voglia di aprirsi al pubblico per condividere il frutto dei suoi percorsi. Le domande esistenziali che Loris si pone sin dall’adolescenza l’hanno portato ad intraprendere lunghi viaggi in India e America latina, luoghi in cui riesce a trovare molte risposte grazie alla musica sacra indiana, al lavoro come educatore di strada e all’insegnamento di grandi maestri.

L’enorme dote artistica da lui posseduta gli permette di esprimersi in egual maniera attraverso scrittura, pittura e musica.

Da 5 anni Loris è inoltre condirettore del centro locarnese di riabilitazione per bambini Girotondo e a gennaio 2016 vedremo partire la sua minimal tournée “Il cielo delle cinque” pensata per raccontare attraverso la musica le storie di personaggi straordinari incontrati durante i suoi viaggi. Ma non è tutto, col nuovo anno Loris sarà anche redattore di “Luce Solida”su Ticino Management - Donna, una rubrica volta a considerare nuovi modi di intendere l’educazione, la spiritualità, l’economia e le relazioni.

Grazie Loris per il tuo tempo e per aver condiviso con noi una parte di te e del tuo vissuto.

Sei artista, filosofo, scrittore, musicista, pittore, nonché direttore di un centro di riabilitazione per bambini. Come fai a combinare tutto ciò?

Sia l’arte che la riabilitazione pediatrica sono delle passioni. Sostenere i bambini nel loro sviluppo psicomotorio è entusiasmante quanto scrivere un brano o dipingere una tela. Cerco di fare tutto al meglio, forte dell’idea che per fare molte cose non serve “tempo” bensì “volontà”.

Ho letto che a 17 anni hai scritto il tuo primo romanzo “Gli occhi di Tasha”, per quale motivo non l’hai mai sottoposto a un editore?

A quell’età il modo di scrivere cambia di giorno in giorno e ogni volta che rileggevo le mie pagine a distanza di tempo non mi ci riconoscevo più (figurati oggi!). Non bisogna voler pubblicare ad ogni costo, siamo sommersi da centinaia di nuovi titoli editoriali ogni giorno.

L’arte in generale credo debba essere la condivisione dell’essenza migliore di cui siamo capaci.

Il tuo saggio “Ricomincia da qui”, in fase di pubblicazione, è unicamente frutto delle tue esperienze personali? Hai mai avuto un “maestro” o c’è stato un filosofo in particolare che ha influenzato i tuoi pensieri?

Ho incontrato pochissimi veri maestri nella mia vita, ma di una statura eccelsa. In modi diversi mi hanno sempre portato a capire che la vera conoscenza si rivela dall’interno. Succede veramente così, quando creiamo le condizioni favorevoli, l’intelligenza profonda che è in noi si esprime attraverso il canale dell’intuizione.

Durante i 15 anni di stesura di questo saggio, mi sono posto molte domande a cui ho cercato di rispondere attingendo a ciò che sentivo essere vero dentro di me.

All’età di 20 anni, durante il tuo primo viaggio in India, hai scoperto la forza vibrazionale della musica sacra indiana. Potresti spiegare ai lettori di TalenTi di che cosa si tratta e come mai ne sei rimasto tanto affascinato?

Utilizzare la musica per progredire nella conoscenza e nella coscienza, è forse la prima ragione per cui all’essere umano è dato di poter cantare e suonare. Quando si ha la possibilità di sperimentare la vera musica sacra, si entra in contatto con qualcosa che sfugge al tempo, dove ogni nota e ogni sillaba pronunciata è carica di mistero e significato. Faccio perfino fatica a parlarne, talmente è difficile spiegarne l’essenza e distinguerla da ciò che comunemente intendiamo per “musica”.

Dopo l’India sei partito alla scoperta dell’America latina dove hai lavorato come educatore di strada per i bambini lustrascarpe, in Ecuador. Che cosa si può fare attivamente, secondo la tua esperienza, per livellare il più possibile questo grave squilibrio tra i pochi ricchi e i numerossimi poveri?

Anche oggi, come qualsiasi altro giorno della settimana, numerosi esseri umani stanno soffrendo o morendo ingiustamente qua e là per il mondo, ma nessuno di noi questa sera metterà una candela sul davanzale di casa per loro. È questo a mancare: il sentimento di unione tra gli esseri umani. Questa consapevolezza di profonda unità esistenziale sorge dal progresso della coscienza umana. Ed è proprio questa costante ricerca di espansione ciò che di più utile possiamo fare per la nostra evoluzione personale e di riflesso per quella dell’umanità.

È solo da qualche anno che hai deciso di uscire dall’ombra per iniziare a confrontarti con gli altri, condividendo scritti, canzoni e dipinti. A che cosa devi quest’apertura?

Credo che si tratti di una fisiologica ciclicità. Per una decina d’anni mi sono focalizzato sulla ricerca e la creazione, mentre ora avverto una gran voglia di condividere il frutto dei miei percorsi.

“Sono convinto che al giorno d’oggi ci sia urgente necessità di poesia e verità esistenziale”. Potresti spiegarci questa tua affermazione?

Dobbiamo liberarci dall’ignoranza esistenziale e riscoprire in noi il significato più profondo del nostro esistere su questo pianeta. Occorre superare ogni falsa credenza, sia essa scientifica o religiosa, e ritornare a confrontarci direttamente con il grande mistero della vita.

Questo irto cammino verso noi stessi va affrontato con il giusto carico di umanità, incanto e stupore. La poesia, intesa in senso lato, è un vero e proprio balsamo capace di risollevare l’animo in mezzo alle piccole e grandi difficoltà della vita.

Da gennaio 2016 gestirai la tua rubrica “Luce Solida” all’interno della rivista Ticino Management – Donna. Quali sono i temi che tratterai e approfondirai?

All’interno di ogni numero di TMD presento un testo ed un dipinto inediti. È uscita da qualche giorno la prima edizione di presentazione, una sorta di “numero zero”. Si tratta di una collaborazione molto stimolante, fosse solo per il fatto che mi sprona a scrivere e dipingere con una certa continuità.

Luce Solida è intesa quale sinonimo di oro e vuole evocare un modo diverso di osservare le cose. In effetti, l’intenzione di questa rubrica è quella di guardare al mondo da una prospettiva originale e per certi versi visionaria, considerando nuovi modi di intendere l’educazione, la spiritualità, l’economia, le relazioni, eccetera.

Loris Allemann e l’oro: che cosa rappresenta per te questo colore spesso utilizzato nei tuoi dipinti e col quale hai scelto di intitolare la tua rubrica?

Nel colore nero sono assorbiti tutti i colori. Il bianco è la restituzione di ogni colore. L’oro rappresenta la luce, sorgente di ogni colore. Simbolicamente l’oro vuole evocare l’essenza stessa dell’esistenza che contiene e al tempo stesso trascende ogni dualità (bene-male, micro-macro, bianco-nero, eccetera).

Nel 2016 prenderà anche il via la tua tournée “Il cielo delle cinque – Live”, puoi anticiparci qualcosa?

Esatto, sto per dare avvio al mio minimal-tour “Il cielo delle cinque”. Attraverso i brani racconto le storie di alcuni personaggi straordinari incontrati durante i miei viaggi. Un’ora di itinerario musicale, generalmente seguita da piacevoli conversazioni e condivisioni.

Si svolgerà perlopiù a casa di privati (10-20 persone al massimo), in piccoli teatri o ritrovi pubblici. Mi piace l’idea di creare un’atmosfera intima e amichevole. Credo che nell’arte (da Duchamp in poi) si sia oramai sperimentato tutto e il contrario di tutto. In quest’ottica, il semplice ritrovarsi per raccontarsi delle storie assume oggi un valore nuovo, per certi versi rivoluzionario.

Nel tuo cd “Il cielo delle cinque” hai collaborato con Chiara Dubey, un’artista che i lettori di TalenTI conoscono bene. Perché proprio lei?

La voce di Chiara è quella di un’anima antica che si esprime attraverso le corde vocali di una giovane donna; contiene contemporaneamente profondità e freschezza. Di timbriche interessanti e tecnicamente capaci ce ne sono parecchie in circolazione, ma è raro incontrare una voce autentica come la sua.

È da poco uscito il tuo primo videoclip “Uomini alati”. Una scelta per certi versi ardita, sia per il genere di brano che hai scelto di presentare, sia per il montaggio decisamente controcorrente, con pochi tagli e scene piuttosto lunghe. Potresti dirci qualcosa in merito?

I fini dell’arte sono completamente diversi da quelli dell’intrattenimento; il fatto di piacere a molti o “funzionare” non sono una priorità. In questo caso sono partito da un dipinto (Essenza di raggio 4) ed ho cercato di rappresentarlo in altro modo attraverso le atmosfere visive del video musicale “uomini alati”.

Come e quando è nato il progetto del centro di riabilitazione locarnese per bambini Girotondo?

Il Centro Girotondo è nato cinque anni fa dal sogno condiviso con una collega. Sul territorio mancava una struttura capace di rispondere alle numerose necessità dei bambini con difficoltà dello sviluppo. Attorno a queste esigenze abbiamo creato una realtà a misura di bambino (e genitori) in tutto e per tutto, realtà che di giorno in giorno non smette di sorprenderci e appassionarci.

Sogni e aspettative di Loris Allemann?

Aspettative? Cerco di limitarle il più possibile.

Qualche sogno segreto? Certo che si!

Sito: www.lorisallemann.com

Pagina Facebook: Loris Allemann

Videoclip: http://lorisallemann.com/loris/ascolta-2-2-2-2-2-2/

Contatto TalenTI: [email protected]

Sharon Boffa | 14 dic 2015 05:35

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