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Aperto un procedimento penale contro l'imam di Bienne

Ramadan, finito in assistenza, aveva invitato a “sterminare i nemici dell’Islam”. Lui nega: "Errore di traduzione"

La Procura del Giura bernese ha aperto un procedimento penale nei confronti di Abu Ramadan, l'imam di Bienne che in 13 anni ha incassato 600'000 franchi di aiuti sociali nonostante le sue prediche contro “i nemici dell’Islam”. L'inchiesta è stata avviata il 20 marzo scorso. Il reato ipotizzato è di discriminazione razziale. 

L'apertura del procedimento fa seguito a una indagine preliminare nel corso della quale è stata tradotta una predica tenuta da Abu Ramadan che aveva attirato l'attenzione, nell'agosto 2017, dei quotidiani "Tages-Anzeiger" e "Der Bund", come pure della tv svizzerotedesca SRF. Secondo i media, l'allora 64enne libico si sarebbe espresso in questo modo durante una preghiera del venerdì nella moschea biennese: "Oh Allah, ti prego di annientare i nemici della nostra religione, gli ebrei, i cristiani e gli indù, i russi e gli sciiti".

L'interessato ha contestato tale versione, non esitando a definire il traduttore un "bugiardo". La traduzione è stata anche contestata dal Consiglio centrale islamico della Svizzera (CCIS), secondo il quale i media avrebbero male interpretato un verbo arabo usato da Abu Ramadan nella sua invocazione ad Allah.

La Procura dovrebbe ora chiarire come siano da interpretare e capire nel contesto dell'Islam le parole del predicatore e se contravvengano all'articolo 261bis del Codice penale. Questo punisce con una pena detentiva fino a tre anni o pecuniaria "chiunque incita pubblicamente all'odio o alla discriminazione contro una persona o un gruppo di persone per la loro razza, etnia o religione".

Abu Ramadan, agronomo disoccupato a carico dell'Assistenza sociale, ha nel frattempo perso il diritto di asilo e lo status di rifugiato in Svizzera che aveva ottenuto nel 1998. L'uomo, che dispone ancora un permesso C di domicilio, è infatti in possesso di un passaporto libico e dal 2013 si è recato nel paese nordafricano dodici volte, ha rilevato il Tribunale amministrativo federale (TAF) in una sentenza dello scorso settembre, in cui confermava una decisione della Segreteria di Stato della migrazione (SEM) risalente già alla fine dello scorso mese di luglio.

ATS/Red | 16 apr 2018 19:21

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