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31 condanne in 39 anni, ma può restare

Il TF ha annullato l'espulsione di un 56enne cittadino spagnolo. "Ultimamente è migliorato"

Ben 31 condanne in 39 anni, per un totale di 10 anni e mezzo di carcere, 540 ore di lavori socialmente utili e più di 5'000 franchi di multa non sono bastati per giustificare l’espulsione di un 56enne cittadino spagnolo cui il Servizio della popolazione del Canton Friborgo aveva revocato il permesso di domicilio.

Lo ha stabilito il Tribunale federale con sentenza del 21 febbraio pubblicata oggi. L’uomo, nato nel 1962 in territorio elvetico, aveva interessato le autorità giudiziarie in ben 31 occasioni dal 1979 al 2015. La lista dei reati è lunghissima: lesioni semplici, lesioni gravi, vie di fatto e ripetute infrazioni alla Legge federale sugli stupefacenti.

Tra le numerose condanne spiccano quelle quella del 1981 comminatagli in Italia (36 mesi per violazione della legge sugli stupefacenti) del 19 maggio del 1982 (18 mesi sospesi per infrazione ala Legge federale sugli stupefacenti), del 1 aprile 1992 (18 mesi per infrazione alla LStup, sospesi in virtù del suo ricovero in una struttura per tossicodipendenti da cui era in seguito evaso) e del 20 ottobre 1992 (10 mesi sospesi, sempre per infrazione alla LStup).

L’uomo era stato avvertito una prima volta  dal Servizio della migrazione friborghese già nel 1979. Sei anni dopo gli era stata inflitto un primo ammonimento con minaccia di espulsione, cui ne erano seguiti altri due, nel 1995 e nel 2006. Il 6 marzo 2015 era stato avvertito per l’ultima volta e il 15 gennaio 2016 il Servizio della popolazione gli aveva revocato il permesso di domicilio intimandogli di lasciare la Svizzera. La decisione era stata confermata su ricorso dal Tribunale cantonale friborghese. Il cittadino spagnolo si era così rivolto in ultima istanza al Tribunale federale, chiedendo l’annullamento della sentenza cantonale e il mantenimento del suo permesso di domicilio.

I giudici di Mon Repos hanno stabilito che la revoca del permesso di domicilio del 56enne spagnolo - seppur ammonito in diverse occasioni e riconosciuto colpevole di gravi infrazioni - non rispetta il principio di proporzionalità. Le infrazioni più gravi, commesse tra il 1979 e il 1995, "risalgono ormai a più di 20 anni fa" mentre “a partire dal 1995 la gravità degli atti del ricorrente, seppur preoccupante per la loro regolarità, è sensibilmente diminuita” e "non vi è il rischio che ne possa commettere altri". Le infrazioni di minore entità non sono state ritenute tali da rappresentare un concreto rischio per la sicurezza. La Corte ha pure considerato la sua astinenza dal consumo di stupefacenti e alcolici, il cui consumo smodato era all’origine dei suoi atti criminosi.

I giudici hanno concluso che l’interesse privato del ricorrente, che è malato e non ha mai vissuto in Spagna, prevale su quello pubblico. La sentenza del Tribunale cantonale friborghese è stata quindi annullata e al 56enne è stata inoltre riconosciuta un’indennità di 2'500 franchi.

La Corte lo ha tuttavia ammonito formalmente del concreto rischio di espulsione in caso di recidiva.

 

nic

Redazione | 8 mar 2018 12:55

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