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Portavalori ricattato, milioni per la figlia

In fuga i malviventi che hanno rapito la 22enne per farsi consegnare il denaro dal padre. La Polizia cerca testimoni

Un portavalori francese che lavora in Svizzera ha consegnato ieri sera il veicolo che conduceva - nel quale si trovavano da 15 a 30 milioni di franchi - a persone che hanno rapito la figlia a Lione.

Gran parte di questo spettacolare caso si è svolto nel canton Vaud, conferma la Polizia vodese in un comunicato.

L'insolita vicenda ha preso avvio ieri sera a Lione, dove abita e studia la figlia 22enne del portavalori. Scoperta alle 21:40 da agenti di polizia sul ciglio di una strada di Tramoyes, ad una ventina di chilometri da Lione, la ragazza, molto scioccata, ha raccontato di essere stata rapita verso le 18:30 nella sua abitazione a Lione da due uomini che hanno finto di essere idraulici, riferiscono fonti vicine agli inquirenti.

La vittima ha dichiarato che i malviventi l'hanno tenuta sequestrata in una vettura mentre "persone che affermano di essere legate ai rapitori" hanno contattato telefonicamente il padre, per chiedergli un riscatto.

In quel momento, l'uomo - che risiede ad Annemasse (F), vicino a Ginevra - si stava spostando con un furgone carico di soldi, indica la radio francese Europe 1, che ha rivelato l'accaduto.

Stando ai primi elementi dell'indagine, il padre accetta di recarsi nel luogo indicatogli dai rapitori, un parcheggio dell'autostrada A1, situato a Chavornay (VD), a nord di Losanna. È qui che il trasportatore consegna ai rapitori il contenuto del furgone.

Sempre stando alla Polizia vodese, tre uomini mascherati e armati si sono impossessati del denaro, prima di fuggire con una vettura parcheggiata anch'essa a Chavornay. "Si tratta di un veicolo SUV 4x4 del tipo Porsche di color scuro", indica il comunicato, precisando che i delinquenti non sono ancora stati catturati.

Stando ad altre fonti di polizia, la refurtiva rappresenterebbe "da 15 a 30 milioni di franchi". Un'altra fonte ha indicato all'agenzia AFP che il furgone è stato interamente ripulito.

Ancora scioccata, la figlia del portavalori è stata interrogata questa mattina dagli inquirenti francesi. "Non vi è motivo di mettere in dubbio le sue dichiarazioni", dichiara una fonte giudiziaria, secondo cui si tratterebbe "di un atto di criminalità organizzata". Sussistono tuttavia ancora numerose zone d'ombra.

La Polizia vodese lancia un appello ad eventuali testimoni ed ha avviato a sua volta un'inchiesta. Questo singolare caso ha richiesto l'intervento di dodici pattuglie della gendarmeria e di ispettori della Polizia giudiziaria.

ATS/Red. | 9 feb 2018 17:35

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