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4 anni al kickboxer che ruppe la testa alla figlia in fasce

Il Tribunale penale di Basilea ha condannato un 30enne kosovaro per tentate lesioni gravi. Ma non sarà espulso

Il Tribunale penale di Basilea città ha condannato un 30enne kosovaro, kickboxer di livello internazionale, a 4 anni e 3 mesi di carcere per tentale lesioni gravi per aver, nel giugno del 2015, colpito con un pugno la figlia di due mesi, causandole una frattura cranica.

Come riferito dal portale BZ Basel, il 30enne e i suoi fratelli sono molto conosciuti negli ambienti del kickboxing svizzero. Uno di loro aveva addirittura allenato Carlos, il detenuto più volte balzato agli onori della cronaca d'Oltralpe per gli alti costi della sua carcerazione e dei suoi innumerevoli comportamenti violenti. La Città di Zurigo lo aveva pagato 5'300 franchi al mese per le lezioni impartitegli.

Il 30enne, durante una delle innumerevoli liti con la moglie (la Procura ha parlato di 17 casi) le ha sferrato un pugno, colpendo la bimba che teneva in braccio. In seguito la aveva tolta alla madre per aggredire nuovamente quest'ultima. La coppia aveva portato la bambina in ospedale ma i medici, insospettiti, avevano allertato la Polizia.

Il Ministero pubblico lo aveva quindi accusato di tentato omicidio, tentale lesioni gravi e lesioni semplici chiedendo una pena detentiva di 7 anni e mezzo.

La corte, tuttavia, lo ha riconosciuto colpevole solamente di tentate lesioni gravi. Il portale basilese ha inoltre spiegato che l’uomo non potrà essere espulso dalla Svizzera in quanto l’aggressione è avvenuta prima dell’entrata in vigore del nuovo diritto in materia di espulsione.

Durante il processo l'uomo è stato costantemente sorvegliato da ben tre agenti di Polizia.

Redazione | 12 gen 2018 16:54

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