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"No Billag, una catastrofe"

Il comitato contrario all'iniziativa ha sottolineato l'importanza della SSR per la coesione nazionale

Il Comitato "Nein zum Sendeschluss" (No alla fine delle trasmissioni) raccomanda di bocciare l'iniziativa popolare "Sì all'abolizione del canone radiotelevisivo (Abolizione del canone Billag)" in votazione il prossimo 4 marzo.

A suo avviso, le conseguenze sull'offerta mediatica diversificata e indipendente della Svizzera sarebbero catastrofiche.

Il comitato, che si definisce "apolitico" e "voce della società civile", è presente soprattutto nella Svizzera di lingua tedesca. Ne fanno parte tra gli altri il direttore dell'istituto di giornalismo MAZ, Diego Yanez, la direttrice dell'associazione "foraus - Forum di politica estera", Emilia Pasquier, il presidente di Télésuisse, organizzazione che raggruppa le televisioni regionali private, André Moesch, nonché lo scrittore Pedro Lenz.

Il presidente del comitato, l'esperto di pubbliche relazioni Mark Balsiger, ha definito oggi in una conferenza stampa a Berna l'iniziativa "No Billag" come distruttiva e profondamente anti-svizzera. "La qualità giornalistica ne risentirebbe, soprattutto nel settore radiofonico", ha aggiunto Balsiger, ricordando come ogni giorno oltre 2,6 milioni di uditori ascoltano la Radio SRF, per una quota di mercato del 58%.

Secondo Emilia Pasquier, la Svizzera "va fiera della sua pluralità linguistica e ne parla volentieri all'estero". Tuttavia, "la coesione nazionale non è una cosa ovvia, ma va curata quotidianamente" e la SSR gioca un ruolo importante per la "comprensione tra le varie regioni linguistiche".

Se l'iniziativa venisse accettata, non ci andrebbe di mezzo solo la SSR ma anche il personale di 34 stazioni di radio o di televisione locali e regionali, ha sottolineato dal canto suo Diego Yanez. Inoltre, non scomparirebbero solo trasmissioni popolari quali "Kassensturz" della televisione SRF, ma anche le dirette della discesa libera di sci alpino del Lauberhorn oppure non verrebbero più finanziate commedie quali "Heidi".

Per finanziare la sua campagna di votazione il comitato ha raccolto 920'000 franchi. Oltre ai cartelloni, che saranno affissi dal 15 gennaio, il comitato si impegnerà sui social network e pubblicherà anche un giornale nella fase finale della campagna.

Il comitato ricorda che secondo l'ultimo sondaggio, rappresentativo di tutta la Svizzera, il 51% rimane favorevole all'iniziativa "No Billag", il 45% è contrario, mentre gli indecisi sono il 4%.

ATS | 5 gen 2018 11:00

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