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Visse illegalmente in Svizzera. Espulso, ora può restare

Il Tribunale federale ha accolto il ricorso di un 33enne cittadino turco. "È sufficientemente integrato"

Ha ottenuto ragione al Tribunale federale un cittadino turco di 33anni cui l’Ufficio controllo abitanti, migrazione e polizia degli stranieri della città di Berna aveva rifiutato il rinnovo del permesso di dimora - ottenuto in seguito al matrimonio contratto 11 anni fa con una cittadina straniera in possesso di un regolare permesso di domicilio – a causa della serie di condanne pronunciate nei suoi confronti tra il 2006 e il 2015.

Allora 22enne, l’uomo era entrato illegalmente in Svizzera a fine febbraio 2006 e aveva depositato una richiesta d’asilo che era stata respinta. Cinque mesi più tardi si era sposato con una cittadina straniera ma le autorità bernesi avevano rifiutato di concedergli un permesso nell'ambito del ricongiungimento familiare in quanto vi erano fondati sospetti che il loro fosse un matrimonio di comodo. Al 22enne era stato intimato di lasciare la Svizzera, ma il ragazzo non aveva dato seguito all’ingiunzione.

Due anni dopo i due avevano ripreso la vita coniugale e nella primavera del 2009 l’Ufficio controllo abitanti, migrazione e polizia degli stranieri gli aveva concesso un permesso di dimora, prolungatogli regolarmente fino al 31 dicembre 2014. Il 31 maggio 2012 i due avevano interrotto l’unione coniugale e avevano divorziato circa tre anni dopo.

Considerate le 5 condanne pronunciate a suo carico (l’uomo si era infatti reso protagonista di numerose infrazioni alla Legge federale sulla circolazione stradale), senza contare la multa inflittagli nel 2009 per infrazione alla Legge federale sugli stranieri per aver soggiornato illegalmente in Svizzera, nell’aprile del 2015 l’Ufficio controllo abitanti, migrazione e polizia degli stranieri di Berna aveva rifiutato di rinnovargli il permesso di dimora. La decisione era stata confermata su ricorso anche dal Tribunale cantonale amministrativo.

I giudici di Mon Repos, contrariamente alla Corte e alle autorità cantonali, hanno ritenuto che l’uomo fosse sufficientemente integrato e che le condanne inflittegli fossero "di poco conte" e che quindi non giustificassero una sua espulsione.

“Pur avendo soggiornato illegalmente in Svizzera per diversi mesi, il ricorrente vi ha vissuto legalmente per 11 anni”, si legge nella sentenza. Come detto, anche le infrazioni al codice stradale non sono state ritenute sufficienti per motivare un’espulsione. In un caso, ha evidenziato la Corte, era stato pizzicato a 77 km/h su una strada con limite di 50 km/h mentre consegnava delle pizze e in un altro stava guidando senza patente “per raggiungere la moglie, che riteneva essere vittima di una crisi psicologica”.

Per questi motivi il ricorso è stato accolto e l’Ufficio competente dovrà rinnovargli il permesso di dimora e rimborsargli le spese processuali, pari a 2'500 franchi.

Redazione | 3 gen 2018 18:21

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