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No Billag, prevale ancora il "sì"

Non cala il sostegno all'iniziativa contro il canone radiotelevisivo. Tra i partecipanti al sondaggio mancano però i ticinesi

Quasi il 57% della popolazione rimane favorevole a "No Billag": l'iniziativa, contrariamente a quanto avviene normalmente con il procedere di una campagna di votazione, non sta sostanzialmente perdendo sostegno.

È quanto emerge da un sondaggio pubblicato dalla SonntagsZeitung.

Se dovesse esprimersi oggi il 44,4% degli interpellati voterebbe un sì convinto, il 12,2% tendenzialmente sì, mentre per il no sarebbero rispettivamente il 9,9% (tendenzialmente) e il 28,1% (sicuramente). Sommando queste quote si ottiene un 56,6% di favorevoli e un 38,0% di contrari. Gli indecisi sono il 5,4%.

Al sondaggio online, condotto dal 7 al 18 dicembre dall'istituto Marketagent.com, hanno preso parte 1264 persone fra i 18 e i 75 anni nella Svizzera tedesca e romanda. Non viene tenuto conto del Ticino, cosa che secondo gli estensori del rilevamento demoscopico non inficia la bontà dei risultati visto la quota relativamente limitata dei votanti a sud delle Alpi.

Secondo la SonntagsZeitung a preoccupare i difensori del canone radiotelevisivo sono essenzialmente due aspetti. Il primo è che il sostegno all'iniziativa non sta scemando, come invece avviene spesso una volta che si affrontano gli argomenti concreti: in un sondaggio analogo di novembre il sì era al 57,3%, il no al 34,4%, gli indecisi all'8,3%. I favorevoli non sono quindi scesi nemmeno di un punto percentuale.

Il secondo aspetto riguarda il fatto che i sostenitori della proposta di modifica costituzionale sono sempre più convinti: i sicuri di votare sì sono infatti saliti di 2,7 punti percentuali (dal 41,7 al 44,4%).

L'argomento portato avanti dalla SRG SSR e dalla presidente della Confederazione Doris Leuthard secondo il quale un sì a No Billag significherebbe la fine dell'ente radiotelevisivo convince solo il 42% del campione. Va notato anche che il 60% degli interpellati è contento dei programmi SSR.

I risultati del sondaggio allarmano i presidenti dei due partiti, PS e PPD, che più di altri si sono schierati contro l'abolizione del canone radiotelevisivo. "La SSR e i suoi alleati devono comunicare in modo più razionale, perché i fatti parlano chiaramente per un no", afferma il presidente socialista Christian Levrat in dichiarazioni riportate dalla SonntagsZeitung. Il consigliere agli stati friburghese teme qualcosa di simile al grounding di Swissair: "nessuno pensava a un tracollo di Swissair, fino a quando questo non è avvenuto".

A suo avviso servono "più argomenti e meno emozioni". Non si convince la gente con un dibattito sul quarto potere, "dobbiamo mostrare chiaramente cosa significhi il sì", afferma Levrat. Se l'oggetto venisse approvato si andrebbe infatti verso la televisione a pagamento e solo per lo sport ciascun utente dovrebbe pagare più di 700 franchi all'anno, sostiene il politico PS.

Da parte sua il presidente PPD Gerhard Pfister critica la SSR. "I vertici non sono sufficientemente disposti a rivedere l'offerta della SSR e a riconsiderare il servizio pubblico sotto l'aspetto della rilevanza", afferma al domenicale. "Solo se la SSR accetterà le critiche, invece di reagire con manifestazione di panico, gli svizzeri - anche quelli che non sono sempre contenti con la SSR - respingeranno l'iniziativa", si dice convinto.

Pfister auspica anche maggior ritegno da parte dei dipendenti SSR: "i collaboratori comunicano in modo troppo offensivo". L'argomentazione della chiusura dell'ente non viene presa sul serio dai votanti. Secondo il consigliere nazionale zughese il contributo migliore che potrebbero dare i lavoratori SSR sarebbe di svolgere bene il loro compito e di rimanere discreti.

ATS/red | 24 dic 2017 10:04

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