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Fusione redazioni regionali di NZZ e AZ Medien ("Aargauer Zeitung")

Il gruppo mediatico zurighese NZZ e quello argoviese AZ Medien danno vita a un'azienda congiunta (joint venture) che riunirà l'insieme delle redazioni regionali. Sono interessati 20 titoli a pagamento in tredici Cantoni. Lo hanno comunicato i due gruppi editoriali.

La fusione deve ancora ottenere il via libera della Commissione della concorrenza (Comco).

Scopo dell'operazione - che interesserà circa due milioni di lettori a Nord delle Alpi - è rafforzare il giornalismo regionale nella Svizzera tedesca e compiere un passo avanti nella trasformazione digitale.

In una conferenza stampa oggi a Zurigo, entrambi i gruppi hanno sottolineato che non potevano trovare partner migliore per una fusione, specie per quanto riguarda la difesa dei valori liberali.

Grazie a questa operazione, ha dichiarato il presidente del consiglio di amministrazione (cda) del gruppo NZZ, Etienne Jornod, la nuova società diventerà il numero uno nella Svizzera tedesca a livello di media regionali.

Peter Wanner, proprietario di AZ Medien, ha affermato che la decisione della fusione non è stata facile. L'intero gruppo finirà nella joint venture, ma si tratta di un passo necessario per prepararsi ai cambiamenti importanti che interessano il mercato dei media.

Il portale "Watson" di AZ Medien rimarrà fuori dalla fusione. Al portale, lo stesso Wanner ha dichiarato che al momento questa società necessita di maggior spazio di manovra a livello economico essendo ancora "giovane". Tuttavia non si esclude un'integrazione futura nella joint venture.

All'inizio di gennaio, i partner dell'operazione invieranno tutta la documentazione necessaria alla Comco. Ci vorranno diversi mesi prima di conoscere il suo parere sulla fusione.

L'associazione di categoria Impressum (giornalisti) ha già chiesto alla Comco di vietare queste operazione, dal momento che la joint venture avrebbe una posizione dominante sul mercato, ciò che è proibito dalla legge sui cartelli. Per le stesse ragioni andrebbe vietata la fusione dei vari titoli di Tamedia. A detta di Impressum, è in gioco la diversificazione dei media, caratteristica importante per la democrazia.

Il sindacato Syndicom ha preteso che la costituzione della nuova società non comporti licenziamenti.
ATS | 7 dic 2017 17:39