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Bocciato l'annullamento del 9 febbraio

Il Consiglio degli Stati propone ai cittadini di respingere l'iniziativa RASA. Niente da fare per il controprogetto

L'iniziativa RASA non deve essere approvata poiché superflua. È questa in sintesi la posizione del Consiglio degli Stati, che - con 34 voti contro 6 e 4 astensioni - propone ai cittadini di respingere l'oggetto alle urne. Niente da fare nemmeno per un controprogetto.

L'iniziativa mira ad abrogare le disposizioni introdotte con quella "contro l'immigrazione di massa", in particolare per salvaguardare gli accordi bilaterali con l'Unione europea (Ue). La maggioranza, così come avevano fatto il Nazionale e la commissione preparatoria, ha però constatato che il Parlamento ha già adottato un'applicazione dell'articolo costituzionale sull'immigrazione rispettosa della libera circolazione delle persone.

In pratica, la principale richiesta dell'iniziativa RASA ("Raus aus der Sackgasse", in italiano "Fuori dal vicolo cieco") è già soddisfatta e il testo è quindi superfluo. Inoltre, riprendere da capo i dibattimenti sul tema creerebbe confusione e non certo chiarezza.

Peter Föhn (UDC/SZ), a nome della commissione, ha ricordato i numerosi tentativi effettuati dal Nazionale per far ritirare l'iniziativa dai suoi promotori. Il tentativo è tuttavia fallito. "Gli accordi bilaterali non sono in pericolo" e non è quindi necessario ricominciare con discussioni in questo senso, ha detto.

A difendere l'iniziativa ha vanamente provato Robert Cramer (Verdi/GE): "l'idea secondo la quale l'opposizione all'immigrazione di massa non c'entra con la Costituzione è un punto di vista assolutamente legittimo", ha sottolineato. "L'argomento è stato trattato troppo frettolosamente da commissioni e Parlamento, forse a causa della mancanza di agganci politici dei promotori", ha continuato. "È giusto interrogarsi sulle decisioni prese e anche metterle in discussione e per questo sono a favore dell'iniziativa", ha poi concluso.

"I sostenitori della RASA sono dei sognatori che pensano che la Svizzera possa accogliere immigrati senza alcun limite", ha replicato con decisione l'indipendente sciaffusano Thomas Minder. "Già ora il cemento aumenta a vista d'occhio e i treni all'ora di punta sono sovraffollati, senza contare che la disoccupazione è in continuo aumento, con un'alta incidenza degli stranieri", ha tuonato, ricordando che "i cittadini si sono espressi contro un'immigrazione di massa".

Molti oratori di vari schieramenti hanno poi sottolineato che, anche in caso di approvazione dell'iniziativa, la situazione rimarrebbe comunque poco chiara, poiché le richieste potrebbero essere interpretate nelle due maniere opposte: eliminare completamente le limitazioni all'immigrazione o spingere per una regolamentazione più severa di quella elaborata dal Parlamento.

Secondo il governo, per il quale ha parlato la consigliera federale Simonetta Sommaruga, l'iniziativa RASA è inopportuna. Per il buon funzionamento della democrazia, non si può cancellare il risultato di una votazione dopo così poco tempo. Ritornare alla situazione che c'era prima del 9 febbraio 2014 annullerebbe poi il mandato costituzionale di regolare l'immigrazione. "Con l'applicazione dell'iniziativa sull'immigrazione di massa scelta dal Parlamento, le richieste del testo sono inoltre già raggiunte", ha detto la ministra.

Gli Stati hanno poi anche respinto, con 29 voti contro 14, la proposta di contrapporre all'iniziativa un controprogetto diretto volto a sancire nell'articolo 121a della Costituzione che la legge di applicazione deve rispettare gli obblighi internazionali della Svizzera.

Andrea Caroni (PLR/AR) ha vanamente cercato di convincere i "senatori" della bontà di tale controprogetto. "Accettare un simile compromesso potrebbe evitare iniziative più radicali in futuro", ha affermato. "La nostra proposta non è invasiva ma permetterebbe di fare chiarezza", ha aggiunto.

La maggioranza ha tuttavia ritenuto che una tale integrazione non rappresenti un valore aggiunto, visto che nella norma adottata dalle Camere si è voluto garantire l'armonizzazione con altre disposizioni costituzionali, e si è dunque già tenuto conto dei trattati internazionali.

ATS/Red. | 7 dic 2017 11:15

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