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Svizzeri arrestati ad Abu Dhabi: "Violati dei regolamenti"

Gli Emirati arabi uniti giustificano il fermo dei due giornalisti. Reporters sans frontières, invece, si indigna

Non si è ancora placata la polemica sul trattamento riservato dalle autorità di Abu Dhabi a due dipendenti della Radiotelevisione svizzero romanda (RTS), il giornalista Serge Enderlin e il cameraman Jon Bjorgvinsson.

I due, come noto, si erano recati negli Emirati arabi uniti per un reportage sull'inaugurazione del museo Louvre Abu Dhabi, ma erano stati fermati dalla polizia mentre effettuavano delle riprese in un mercato a cielo aperto in un quartiere in cui vivono numerosi immigrati, quindi interrogati e messi in isolamento per oltre 50 ore.

In un comunicato odierno, Reporters sans frontières (RSF) condanna "il trattamento spropozionato riservato ai due giornalisti svizzeri".

"Messi in isolamento, i giornalisti sono stati interrogati a diverse riprese in diversi luoghi" scrive RSF. "Spiegano di essere stati trasferiti ogni volta con gli occhi bendati e che certi interrogatori sono durati dieci ore di fila. Al termine di una "guerra nervosa", i giornalisti sono stati obbligati a comunicare i codici di accesso dei loro telefoni e di firmare delle confessioni per poter essere liberati."

"Condanniamo fermamente le reazione sproporzionata delle autorità nei confronti di giornalisti stranieri che non hanno fatto altro che il loro lavoro" dichiara la responsabile per il Medio Oriente di RSF, Alexandra El Khazen. "Gli interrogatori, la detenzione prolungata e soprattutto l'ottenimento di confessioni sotto minaccia, sono una pratica di intimidazione e dimostrano una diffidenza eccessiva nei confronti dei media che desiderano coprire dei temi sensibili. Chiediamo alle autorità degli Emirati arabi uniti di restituire immediatamente il materiale confiscato in occasione di questi arresti."

RSF ricorda inoltre che gli Emirati Arabi Uniti figurano in 119esima posizione nella classifica mondiale della libertà di stampa.

Dal canto suo il National Media Council (NMC), l'organo governativo che supervisiona le attività dei media negli Emirati arabi uniti, ha cercato oggi di giustificare il fermo dei due giornalisti svizzeri affermando che "avevano violato dei regolamenti in vigore".

Il NMC ha dichiarato di "rispettare il diritto di tutti i media di informare liberamente dagli Emirati arabi uniti", ma ha sottolineato che questa attività deve essere condotta "conformemente alle legge e ai regolamenti in vigore."

Secondo il NMC, Enderlin e Bjorgvinsson erano stati visti "entrare senza autorizzazione" nella zona "securizzata" di Moussafah e la polizia li ha quindi arrestati "con lo scopo di interrogarli". L'organo sottolinea che dopo gli interrogatori "sono stati liberati senza che sia stata mossa alcuna accusa nei loro confronti"

Redazione | 14 nov 2017 11:23

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