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Ginevra: eritrei manifestano contro governo Asmara

Circa 500 eritrei hanno manifestato oggi sulla Place des Nations a Ginevra per domandare a Berna di interrompere le proprie relazioni con Asmara. A loro avviso infatti, la situazione dei diritti dell'uomo in patria non accenna a migliorare.

Gli organizzatori della manifestazione si attendevano oltre 2000 partecipanti, ma stando alla polizia l'affluenza non ha superato il mezzo migliaio. La repressione "è sempre la stessa", ha detto all'ats uno dei membri del Comitato svizzero d'opposizione alla dittatura, lui stesso imprigionato per oltre un anno in luoghi differenti. Più di 20'000 persone sono attualmente detenute nello Stato del Corno d'Africa e più di 5000 fuggono all'estero ogni mese sentendosi minacciate, ha aggiunto.

Una commissione d'inchiesta delle Nazioni Unite ha da parte sua denunciato svariati casi di crimini contro l'umanità e di mancata applicazione della Costituzione in Eritrea.

I manifestanti hanno scandito slogan quali "Vogliamo la libertà" e "Il dittatore deve andarsene". Raduni simili erano attesi oggi e nei prossimi giorni anche in altre nazioni europee. Hanno pure chiesto la scarcerazione di un patriarca ortodosso, di un imam e di migliaia di prigionieri politici.

La Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC) aveva chiuso nel 2006 il proprio ufficio in Eritrea considerando che non vi erano le condizioni per proseguire l'attività. Ma dopo una decisione del Consiglio federale dello scorso dicembre sulla possibilità di tornare operativi nel Paese, ha lanciato da ottobre un contributo per due progetti pilota.

Il Consiglio nazionale ha dal canto suo preteso l'apertura di un'ambasciata in Eritrea, nonostante l'opposizione dell'allora membro dell'esecutivo e ministro degli esteri Didier Burkhalter. I rifugiati denunciano questo cambiamento di linea politica così come le risposte negative sistematicamente rifilate - a loro avviso - in materia di asilo ai loro connazionali.

Circa il 25% delle richieste in Svizzera proviene da eritrei e secondo i dati di una ong il tasso di rifiuti nei loro confronti è effettivamente in sensibile rialzo. Fino al 2015 si attestava al 3%, salendo poi al 9,1% nel 2016 e al 14,6% quest'anno.

Il solo fatto di lasciare il Paese illegalmente non costituisce più un motivo sufficiente per ottenere il diritto d'asilo, ha deciso in febbraio il Tribunale amministrativo federale (TAF) modificando la propria giurisprudenza in materia. In seguito alla sentenza la Segreteria di Stato della migrazione ha modificato la propria prassi.
ATS | 10 nov 2017 16:59